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All’inizio dell’Età del Bronzo nell’isola di Creta si assiste a una grandissima espansione economica. Con il tempo crebbero in potenza e prestigio fino ad avere il controllo di quasi tutte le isole egee. La civiltà cretese si sviluppò in modo autonomo tanto da elaborare una scrittura propria, la «lineare A» che solo tardi, dopo la conquista micenea, essa fu adattata alla lingua dei conquistatori, dando vita alla cosiddetta «lineare B». In questa lingua i suoni del greco venivano scritti utilizzando l’alfabeto minoico. Sull’isola era usato anche un terzo alfabeto: il geroglifico. L’unico a rimanere misterioso è il geroglifico.
In base ai reperti archeologici e agli scavi stratigrafici dei grandi palazzi dell’isola, per comodità si è soliti trattare la civiltà cretese suddividendone la cronologia in quattro periodi. Le date sono da intendersi come indicative e non assolute:

1. Periodo prepalaziale (o «precedente alla costruzione dei palazzi», 2500-2000 a.C.);
2. Periodo protopalaziale (o «dei primi palazzi», 2000-1700 a.C.);
3. Periodo neopalaziale (o «dei nuovi palazzi», 1700-1400 a.C.);
4. Periodo postpalaziale (o «successivo ai palazzi», 1400-1100 a.C.).
Periodo prepalaziale (2500-2000 a. C.)
È quel periodo della storia cretese precedente alla costruzione dei palazzi. Fin da quest’epoca i Cretesi costruivano edifici in mattoni crudi e dipingevano le pareti dei vani interni, inoltre avevano sviluppato una tecnica ceramica.
Periodo protopalaziale (2000-1700 a. C.)
È in questo intervallo di tempo che vengono edificati i primi grandi palazzi, nuclei delle città di Cnosso (Knossòs), Festo (Phaistòs) e Mallia.
I primi palazzi
Il Palazzo di Cnosso venne scoperto e restaurato da John Evans nella prima metà del 1900; il Palazzo di Festo fu esplorato per primo da Pernier ai primi del Novecento, mentre il Palazzo di Mallia fu scoperto da Chatzidàkis nel 1915.
Non è certo che i grandi complessi palaziali fossero usati come residenze; d’altro canto essi hanno alcune delle caratteristiche tipiche dei palazzi residenziali del Vicino Oriente. Probabilmente a un certo punto dello sviluppo della civiltà cretese, l’intera isola fosse sotto il dominio di Cnosso.
Anche se i resti meglio conservati appartengono all’epoca successiva, senza dubbio i primi palazzi presentavano già quell’organizzazione spaziale che si sarebbe conservata quasi immutata sino alla scomparsa della civiltà cretese. Essi si sviluppavano attorno a uno spazio centrale a pianta approssimativamente rettangolare, lastricato e scoperto, e i diversi ambienti che li componevano erano situati a vari livelli, assecondando l’andamento del terreno su cui i palazzi stessi sorgevano.
Lo stile di Kamares
Il periodo protopalaziale, però, è meglio rappresentato dall’arte della ceramica e, in particolare, da quella in stile di Kamares. Con il passare del tempo gli artigiani cretesi riuscivano a produrre ceramiche dalle pareti a «guscio d’uovo». I colori usati erano pochi: il giallo, il rosso e il bianco su fondo nero. I motivi ornamentali principali sono costituiti da linee curve, spirali e cerchi che si intersecano formando decorazioni puramente geometriche. Della geometria partecipano anche eventuali elementi naturalistici.
Spesso alla pittura si univa l’ornamentazione plastica. Ne è un esempio un cratere proveniente da Festo ornato sia da una decorazione geometrica sia con grandi fiori a rilievo, dai petali distesi.
Periodo neopalaziale (1700-1400 a.C.)
È questo il periodo del quale sono pervenuti più documenti. I primi palazzi scomparvero ma vennero subito riedificati. Essi svolgevano tre precise funzioni:
1. economico-amministrativa (molto spazio era riservato alle botteghe e ai magazzini);
2. politica (erano sede del signore – o re-sacerdote – che aveva il dominio di un vasto territorio circostante);
3. religiosa (al loro interno vi erano anche vari ambienti destinati al culto).
Le caratteristiche dei primi palazzi sono mantenute anche nella riedificazione posteriore al 1700 a.C.
Palazzo di Cnosso
Dalla pianta del Palazzo di Cnosso si possono trarre anche altre informazioni. Attorno al palazzo-città si dispongono le abitazioni private e mancano mura difensive (o sono di modesta entità). Ogni attività comunitaria si concentrava all’interno del palazzo.
La pittura parietale
Le stesse tinte accese delle colonne si ritrovano nella contemporanea pittura parietale. Ne sono esempi i cicli e le decorazioni a soggetto geometrico e naturalistico che ornavano i principali ambienti del Palazzo di Cnosso, i quali, essendoci giunti molto rovinati e frammentati, sono stati sottoposti a pesanti interventi di restauro.
Vasi in ceramica
La produzione di vasi in ceramica assume forme più libere rispetto a quelle del periodo precedente e le decorazioni sono più fantasiose e complesse. In base ai soggetti è possibile distinguere due stili:
1. stile vegetale (con motivi di erbe e piante);
2. stile marino (con raffigurazioni di esseri marini).
Nel tardo periodo neopalaziale fa la sua comparsa anche un nuovo stile pittorico, detto palaziale per la presenza di suoi esemplari nel Palazzo di Cnosso. I cui caratteri sono:
1. la disposizione delle decorazioni secondo una geometria rigorosa;
2. l’estrema stilizzazione degli elementi (vegetali o marini che siano);
3. la forte simmetria e l’austerità quasi solenne.
La scultura
La produzione scultorea e la lavorazione della pietra ebbero uno straordinario sviluppo in questo periodo.
Periodo postpalaziale (1400-1100 a.C.)
Più fattori contribuirono, probabilmente, alla fine della civiltà minoica. Per primo, la tremenda eruzione vulcanica di Santorini con i terremoti che ne seguirono; poi la definitiva conquista achea che portò alla totale distruzione dei nuovi palazzi. In conseguenza a questa nuova situazione la produzione artistica non fu più creativa. Le forme si stabilizzarono su quelle già sperimentate con successo nei secoli precedenti e le decorazioni divennero sempre più ripetitive. L’arte si trasformò in raffinato artigianato anche per effetto dei commerci con le popolazioni continentali.

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