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Arco a tutto sesto

L'arco a tutto sesto era molto utilizzato dai Romani perché a differenza della costruzione trilitica, questo non presentava un architrave che potesse spezzarsi. Nonostante questo presentava una pecca, presentava una forza che spingeva in obliquo. I Romani risolsero il problema mediante la murature a sacco.
Per costruire l'arco prima di tutto si utilizzava una base in legno, detta centina. Venivano poi applicate le pietre dal basso verso l'altro. Le pietre in basso creavano l'imposta dell'arco mentre quelle superiori erano i conci. L'ultima pietra che veniva inserita era quella in alto al centro che chiudeva l'arco, detta Chiave. Dopo aver inserito quella si spostava la centina e l'arco era pronto.
Venne utilizzato molto perché copre uno spazio ben ampio e permette la costruzione di edifici enormi.

Volte

le volte venivano utilizzate per i tetti e potevano essere di due tipi:
-a botte, in cui vi erano tanti archi disposti uno dietro l'altro;
-a crociera, che consisteva nell'incrocio di due volte a botte.
In seguito nacquero anche le cupole, che vennero molto utilizzate dai Romani.

Murature a sacco

Le murature a sacco erano mura molto possenti che presentavano ai lati due strati di pietre, all'interno il calcestruzzo, fatto di acqua, sabbia, cemento e pietrisco. La nascita di queste mura permise lo sfruttamento dell'arco.
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