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Il pugile a riposo

Il pugile a riposo è una delle opere più significative dell'arte del periodo ellenistico, è stata inizialmente attribuita a Lisippo, ma qualche anno fa si acceso un dibattito perché non sempre riconducibile a lui. Questa statua, a differenza della maggior parte di questo periodo, è un originale in bronzo che era stato costruito con la stessa tecnica con cui erano stati costruiti i Bronzi di Riace: la tecnica a cera persa (le statue di quest’epoca erano quasi tutte copie romane in marmo, perché gli originali sono andati perduti).
Per risaltare le labbra era stato usato il rame.+
Il pugile è seduto, esprime grande realismo e rappresenta uno dei soggetti tipici dell’arte greca: l’atleta, ma mentre prima essi venivano rappresentati in un momento importante come nella vittoria, questa statua rappresenta un atleta che aveva perso l’incontro e che se ne stava seduto a consolarsi e guardava in alto, dove probabilmente vi era il vincitore. Il soggetto è molto affaticato e guardando il viso ci rendiamo conto appunto del suo stato d’animo triste e sconsolato, questo concetto si chiama pathos.

Oltre al naturalismo e all’idealizzazione si rappresenta il singolo individuo che non è un uomo nella miglior condizione fisica, bensì è un atleta al termine della sua carriera che si avvicina alla vecchiaia.

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