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Afrodite Cnidia


Dati
Nome: Afrodite Cnidia
Autore: Prassitele
Data: 364-363 a.C.
Altezza: 205 cm
Materiale: marmo
Collocazione: Musei Vaticani, Roma
Oggi ne rimane solo una copia romana. Quella originale è andata perduta.

Lettura dei segni
Giovane donna in posizione eretta, nuda. La gamba destra è tesa, mentre quella sinistra è leggermente piegata. Il braccio destro è piegato e porta la mano a coprirsi il pube. Il braccio sinistro invece è appoggiato su una veste, che è adagiata su un’anfora. Quest’ultima a sua volta è posata su un piedistallo. Il braccio destro porta una sorta di bracciale, tra la spalla e il gomito. Il busto è contratto a destra e teso e sinistra. La spalla destra è abbassata, mentre la sinistra è sollevata. La testa è leggermente inclinata verso il basso e rivolta verso sinistra. I capelli sono corti e legati da una sorta di cerchietto.

Significato dei segni
Si tratta della dea Afrodite nuda, che si appresta a fare (o subito dopo) un bagno rituale. La mano sinistra è nell’atto di deporre o prendere la veste, in base a se la dea è colta nel momento precedente o successivo al bagno. La veste poggia su un’idria. Nella posizione della dea sembra cogliersi l’atteggiamento di stupore di chi è stato sorpreso dall’inaspettato apparire di un estraneo.
È detta “Cnidia” perché furono gli abitanti di Cnido ad acquistare la statua, per ornare il naos di un piccolo tempio.

Composizione
Si può individuare una linea sinuosa a “S” che percorre il corpo, partendo dalla spalla destra, passando per il fianco sinistro e il ginocchio destro, per poi finire sul piede sinistro. Una direttrice leggermente inclinata percorre il corpo, senza mai uscirne. Essa parte dal piede destro e arriva alla testa. Le gambe formano due rette spezzate, il cui vertice si trova nelle ginocchia, che sono quasi unite. La linea che unisce le spalle è inclinata e simmetrica a quella che unisce i fianchi.

Significato della composizione
La linea ad “S” conferisce sinuosità e armonia all’opera, accentuando la femminilità della figura. La direttrice inclinata ci fa capire che il corpo della dea è inclinato verso l’idria. Infatti, essa è una struttura portante di tutta l’opera, che permette alla figura di sbilanciarsi leggermente in avanti e verso sinistra. Le rette che percorrono le gambe ci suggeriscono che esse si stanno chiudendo nell’atto di coprire il pube. Le linee simmetriche che uniscono le due spalle e i due fianchi ci fanno percepire la contrattura destra del busto e la tensione della parte sinistra. La figura non si presenta in modo statico, ma c’è la percezione del movimento. Le gambe che si chiudono, la posizione sinuosa del corpo, la mano che copre il pube, l’altra nell’atto di posare (o prendere) la veste sono tutti elementi che ci fanno capire che la figura non è in posa, ma è tratta in movimento. Nell’opera si distinguono due gruppi distinti: il primo è la figura della dea e l’altro è l’anfora con la veste, che funge da elemento portante. Grazie a quest’ultima il tutto si equilibra e percepiamo l’opera come un insieme bilanciato. La proporzionalità tra le parti del corpo e l’assenza di forti geometrismi rendono la figura più realistica e si capisce l’intento dell’autore di volerla raffigurare il più possibile vicino alla realtà.

Volume
Nell’opera in generale si percepisce un volume marcato e contrastante in corrispondenza della veste e del vaso e un volume più armonioso e uniforme in corrispondenza della dea.
Nella figura della donna troviamo un volume armonioso e uniforme. I particolari del viso sono ben in vista. Il volume dei capelli è morbido. Quello delle labbra e del naso molto marcato. Leggeri chiaro-scuri evidenziano gli addominali e il seno. Le braccia hanno un volume proprio, privo di particolari anatomici. Anche i muscoli delle gambe non sono particolarmente marcati, mentre dei leggeri chiaro-scuri evidenziano le ginocchia. Invece, la veste ha un volume molto marcato e forte, che risalta subito all’occhio, staccandosi dal resto dell’opera. Il panneggio irregolare è molto marcato e evidenziato da una forte alternanza di luci e ombre. Sull’idria si possono notare delle leggere decorazioni, evidenziate da linee poco marcate. Nella parte superiore della donna la luce si distribuisce uniformemente, mentre la parte inferiore è per la maggior parte all’ombra. Ma questo dipende dalla provenienza della luce. Anche la parte inferiore dell’idra non è illuminata.

Significato del volume
Il volume morbido e armonioso della dea conferisce alla figura maggiore femminilità. I particolari del viso evidenziano l’intento dell’autore di produrre un’opera il più possibile realistica. Anche i muscoli poco marcati del busto e delle gambe conferiscono maggiore femminilità. Il volume morbido e sinuoso ci fa percepire la sensazione del movimento. Il volume marcato della veste, invece, si stacca dall’opera ed è la prima cosa che salta all’occhio. Il panneggio conferisce un senso di movimento alla veste. L’assenza di particolari anatomici ci fa capire che l’autore non cercava di riprodurre un’opera perfetta, un’ideale di bellezza, ma un’opera che si avvicinasse alla quotidianità e realtà.

Significato dell’opera
L’Afrodite Cnidia è la prima opera in cui viene rappresentata una dea nuda in atteggiamenti intimi e personali. La nudità è un elemento di seduzione, accentuato dalla sinuosità e armonia del corpo. Alcune leggende narrano che la sua bellezza catturava lo spirito dell’osservatore. Plinio ad esempio raccontò di un giovane che se ne innamorò. In questa figura femminile nuda, una novità per l’epoca, si avverte una distanza dalla concezione estetica del primo classicismo. Parassitele è alla ricerca di un’arte che esprimi la quotidianità e intimità. Un’arte che esprime meno forza, ma più concentrata sui gesti e atteggiamenti quotidiani. Questo passaggio sarà di grande influenza per l’arte ellenistica successiva. Egli ritrae la dea non come un essere superiore e perfetto, ma come un comune umano.

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