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Pittore di Pentesilea, Coppa con Achille e Pentesilea

Tra le ceramiche a figure rosse che meglio riflettono la qualità della grande pittura murale di Polignoto vi è una coppa attica dipinta verso il 460 a.C. dal cosiddetto Pittore di Pentesilea, che da questo vaso prende il nome. Nello spazio circolare interno della coppa, rinvenuta nella città etrusca di Vulci, è raffigurato il duello mortale fra la regina delle Amazzoni Pentesilea e l'eroe greco Achille. Ai lati della scena, un guerriero greco a sinistra e un'amazzone caduta a destra ricordano che intorno ai protagonisti è in atto una battaglia. Al centro è rappresentato il momento della morte di Pentesilea: Achille affonda la spada nel petto della regina, che gli afferra un braccio e gli tocca il petto in un gesto di estrema supplica. Gli sguardi dei due si incontrano, alludendo così all'improvviso e tardivo scoccare dell'amore nell'eroe greco. Il Pittore di Pentesilea ha costruito la scena introducendo elementi erotici a scapito di quelli bellici: Achille, raffigurato come un atleta, è nudo, anche se elmo, scudo e schinieri alludono alla sua condizione di guerriero, mentre Pentesilea, valorosa guerriera, è diventata una raffinata fanciulla: indossa orecchini e braccialetti, ha lunghi capelli acconciati con un benda, è vestita solo dal chitone ed è disarmata. In questo modo il pittore ha reso più realistici l'improvviso riconoscimento della bellezza dell'amazzone, che altrimenti sarebbe rimasta nascosta dall'armatura, e il successivo, tragico innamoramento dei due personaggi. Proprio la creazione di una composizione complessa, la cura nella resa dei dettagli anatomici e l'analisi dei sentimenti sono un'eco della grande pittura.

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