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Il palazzo di Persepoli

La città di Persepoli, nell'attuale Iran, divenne capitale dell'Impero persiano al tempo di Dario I, successore di Ciro il Grande.
Sorta su una vasta terrazza naturale dalla quale era possibile dominare gran parte della pianura iraniana, la città doveva essere la capitale adeguata all'importanza del vasto impero e del suo imperatore. La città non era protetta da mura, in quanto era cosi lontana dai confini dell'impero da non temere invasioni, ed era destinata ad attività politiche e diplomatiche, mentre quelle commerciali avevano luogo in altre regioni, collegate da una rete di strade che attraversavano tutto il Paese.
Alla costruzione del Palazzo reale, l'edificio più importante della città, contribuirono architetti e artigiani di ogni regione dell'impero, e per la sua decorazione vennero utilizzati argento ed ebano dell'Egitto, legno di cedro del Libano, avorio del Sudan, pietre dure e oro dell'India. Scalinate monumentali costituivano l'accesso alla residenza imperiale, decorate da bassorilievi scolpiti e colorati a vivaci colori, all'interno immense sale costituivano la residenza dell'imperatore, con colonne la cui altezza raggiungeva quasi i venti metri.

Questa città ricca di tesori venne saccheggiata e data alle fiamme da Alessandro Magno nel IV sec. a.C.

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