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Il Tesoro dei sifni a Delfi

I tesori erano piccoli edifici di culto che sorgevano nei santuari per conservare le offerte dei pellegrini. Tra i numerosi tesori eretti a Delfi il meglio conservato è il Tesoro dei sifni, gli abitanti di una piccola isola delle Cicladi. Il Tesoro fu costruito fra il 530 e il 525 a.C. lungo la Via sacra del santuario e costituisce il documento più completo dell'aspetto e della ricchezza ornamentale di un tempio ionico arcaico. L'unico frontone ben conservato è quello posteriore, rivolto a est, che raffigura la contesa tra Apollo ed Ercole per il tripode delfico: è un'opera piuttosto statica e conservatrice, priva della vivacità narrativa che invece caratterizza il fregio. Il gruppo centrale coglie proprio il momento del contrasto intorno al tripode, che è afferrato contemporaneamente da Apollo, Eracle e Zeus,al quale spetta giudicare chi sarà il vincitore della disputa. Il fregio, che correva tutto intorno all'edificio, misurava circa 30 metri. Raffigurava quattro soggetti diversi, a ciascuno dei quali era dedicato un intero lato:

-la Gigantomachia a nord;
-un concilio degli dei durante la guerra di Troia a est;
-il giudizio di Paride a ovest, cioè in facciata,
-I Dioscuri sul lato sud, quasi del tutto perduto.

La parte del fregio meglio conservata è la battaglia tra gli dei e i Giganti; raffigurata lungo il lato nord, nonostante una grande lacuna corrispondente al carro di Zeus rappresentato al centro della scena. Il fregio sembra pensato come una serie di combattimenti isolati, posti su più piani, da vedere in sequenza l'uno dopo l'altro. Si tratta in ogni caso di una composizione abile e complessa, rara per il periodo arcaico, nella quale lo scontro è fortemente drammatizzato, come si osserva per esempio nell'atteggiamento terrorizzato del gigante afferrato dal leone oppure dalla presenza di numerosi cadaveri di Giganti sconfitti.

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