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Il linguaggio dell’arte nelle antiche civiltà mediterranee

A partire dal II millennio a.C., il Mare Mediterraneo fu teatro di numerose civiltà che presentano, per quanto riguarda il linguaggio artistico, molti elementi comuni. Ogni innovazione tecnica, sia in architettura sia nelle arti figurative, viene diffusa attraverso le rotte commerciali in tutto il Mediterraneo, grazie soprattutto al popolo dei Fenici. –L’arte è naturalistica, ovvero si ispira ai soggetti naturali. Questo aspetto riguarda tutte le civiltà dell’antico Mediterraneo, ma si esprime con caratteri diversi: alla produzione artigianale dei Fenici si affianca il gusto raffinato delle isole egee, testimonianza della ricchezza di quelle società, o la forza espressiva dell’arte micenea. – Le immagini hanno forme stilizzate ed essenziali, bidimensionali, definite da linee di contorno nette e fluide. I colori, vivaci e contrastanti, sono stesi in modo piatto ed evidenziano il carattere decorativo delle figurazioni. – Si diffondono ovunque statue rituali, in ceramica o in pietra levigata. Gli idoli in marmo egeo, ma anche i bronzetti della Sardegna nuragica, rappresentano figure dalle forme semplificate. – Grande interesse rivestono i prodotti di artigianato. Sono manufatti d’uso domestico, statuine, gioielli e oggetti in terracotta o lavorati in avorio, bronzo, oro e argento. Nella civiltà micenea si distinguono le maschere funerarie in lamine d’oro lavorate a sbalzo. Con pochi tratti decisi e severi, esse esprimono il senso drammatico e l’immobilità della morte. Importante fu la produzione ceramica, testimoniata da vasi e brocche dalle forme armoniose, dipinte e talvolta decorate a rilievo. Le decorazioni erano ispirate a forme della natura (animali, foglie, steli, girali, ecc.) o ad andamenti geometrici.
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