Concetti Chiave
- I kouroi di Kleobi e Bitone, risalenti al 610-590 a.C., rappresentano un esempio significativo della scultura dorica, donati dagli Argivi al santuario di Delfi.
- La storia narra che i due giovani trascinarono il carro della madre al tempio, e in segno di gratitudine, Hera li premiò con un sonno eterno.
- Le statue mostrano proporzioni tozze e muscolose, con teste sovradimensionate e dettagli come il sorriso arcaico, che esprime serenità e imperturbabilità.
- La simmetria e la geometria sono fondamentali nella scultura, con una progettazione che enfatizza la corrispondenza tra le varie parti del corpo piuttosto che la somiglianza reale.
- Le statue sono concepite per essere osservate frontalmente, perdendo espressività se viste di lato, evidenziando la tradizione scultorea influenzata dall'arte egizia.
Scultura dorica e kouroi
Uno dei più significativi esempi di scultura dorica ci è off erto da una coppia di kouroi risalenti al 610-590 a.C. rinvenuti a Delfi e attribuiti a Polimède (o Ymèdes), uno scultore originario della città peloponnesiaca di Argo. I kouroi, donati dagli Argivi al santuario posto alle pendici del monte Parnàso, rappresentano i fratelli Klèobi (Klèobis) e Bitóne (Bìton) Fig. 4.77 , fi gli di Cidìppe, una sacerdotessa della dea Hera.
Storia di Kleobi e Bitone
Narra Erodoto (Storie, I, 31) che i due giovani, per consentire alla madre di arrivare puntualmente al tempio di Argo, in occasione di una festività, si sostituirono ai buoi, non ancora pronti, e trascinarono il pesante carro di Cidippe per 45 stadi (circa 8 kilometri). La sacerdotessa, riconoscente, pregò Hera affi nché ricompensasse degnamente tale impresa e la dea, commossa dal generoso gesto dei due giovani, li fece sprofondare in un sonno piacevole ed eterno, al fi ne di preservarli per sempre dall’invecchiamento, dal dolore e dalla morte.
Quali sono le caratteristiche delle statue?
Le due statue, che nelle proporzioni tozze rivelano tutta la massiccia espressività della scultura dorica, raffigurano Kleobi e Bitone nella classica posizione stante. Le braccia, molto muscolose, sono leggermente flesse e i polpacci appaiono evidenziati in modo quasi innaturale. Anche la testa dei kouroi è, del resto, eccessivamente sovradimensionata. La sua forma squadrata, comunque, contribuisce a conferirle un senso di maestosa gravità, ulteriormente accentuata dalla voluminosa capigliatura, che ricade con dodici pesanti trecce: sei posteriormente, sulla schiena, e sei anteriormente, suddivise in due ciocche di tre su ciascuna delle clavicole.
Dettagli anatomici e stilistici
Sotto la bassa fronte e le ampie arcate sopracciliari sporgono due grandi occhi a mandorla, di evidente derivazione egizia, mentre le labbra risultano appena increspate in una sorta di misterioso sorriso. Si tratta del cosiddetto sorriso arcaico, comune a molte sculture greche del tempo. A esso alcuni moderni storici dell’arte attribuiscono un preciso significato di serenità e imperturbabilità interiori. Più verosimilmente, invece, si tratta del tentativo di riportare sul piano del volto – che, come si è detto, non ha ancora una conformazione tondeggiante – la naturale curvatura della bocca (lo stesso capita agli occhi). In Kleobi e Bitone anche il modellato delle ginocchia e dell’addome d è assolutamente non realistico. Sia le une sia l’altro, infatti, vengono resi mediante una serie di incisioni convenzionalmente geometriche: circolari per indicare le rotule e campaniformi per dare l’idea della cassa toracica e dell’addome.
Simmetria e geometria
Le due statue, nonostante che il loro volume massiccio possa far credere il contrario, sono state scolpite per essere osservate frontalmente, secondo una tradizione scultorea ancora ricollegabile, in modo più o meno diretto, all’arte egizia. Viste di lato, infatti, esse perdono gran parte della loro espressività e le teste appaiono innaturalmente cubiche. Già da questo periodo gli artisti greci cercano di dare l’idea del bello non tanto per la somiglianza delle statue al vero, quanto per la corrispondenza simmetrica fra le varie parti del corpo. Questo avviene secondo degli schemi geometrici assai rigidi, che non hanno alcun riferimento con la realtà del corpo umano. È possibile, infatti, individuare delle ideali rette orizzontali (assi di simmetria) attorno alle quali certe parti del corpo sono messe in evidenza come se fossero riflesse in uno specchio. Ecco allora che alle doppie curve dei muscoli pettorali corrispondono, secondo il relativo asse di simmetria, le opposte curve delle clavicole. Allo stesso modo, alle curve a grandi «V» che delimitano inferiormente il torace, corrisponde l’uguale e opposta curva dell’attacco delle gambe al busto e dell’inguine. Le curve e le incavature che individuano le piegature delle braccia, infine, sono richiamate, per analogia, dagli archetti scolpiti al di sopra delle rotule e dalle «V» al di sotto di esse.
Osservazione frontale e simmetria
Nella parte tergale (cioè posteriore) le curve delle scapole si oppongono a quelle superiori dei glutei, mentre due curve a «V» segnano i gomiti e coppie di archetti definiscono i tendini della piega del ginocchio (detto cavo poplitèo).
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dei kouroi nella scultura dorica?
- Qual è la storia dietro le statue di Kleobi e Bitone?
- Quali sono le caratteristiche anatomiche delle statue di Kleobi e Bitone?
- Come si manifesta la simmetria nelle statue di Kleobi e Bitone?
- Qual è il significato del sorriso arcaico nelle sculture greche?
I kouroi, come quelli di Kleobi e Bitone, rappresentano esempi significativi della scultura dorica, evidenziando la massiccia espressività e le proporzioni tozze tipiche di questo stile, risalenti al 610-590 a.C. (testo).
Secondo Erodoto, i due giovani trascinarono il carro della madre al tempio di Argo, guadagnandosi la ricompensa divina di un sonno eterno da parte di Hera, per il loro gesto generoso (testo).
Le statue presentano braccia muscolose, teste sovradimensionate e dettagli anatomici stilizzati, come il sorriso arcaico e le incisioni geometriche per rappresentare ginocchia e addome, evidenziando la non realistica rappresentazione del corpo (testo).
Le statue sono scolpite per essere osservate frontalmente, seguendo schemi geometrici rigidi che enfatizzano la simmetria tra le varie parti del corpo, piuttosto che la somiglianza con il reale (testo).
Il sorriso arcaico, presente in molte sculture dell'epoca, è interpretato come un simbolo di serenità e imperturbabilità, ma potrebbe anche riflettere un tentativo di rappresentare la naturale curvatura della bocca (testo).