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Con le sue colonne, il tempio di candido marmo brilla come un ricamo sulla rocciosa altura. Gli antichi Greci lo chiamar Partenone, "il tempio della giovane dea". La dea era Atena: proteggeva l'intelligenza dell'uomo, le arti e la bellezza ma, soprattutto, la sua città del cuore, Atene e i suoi abitanti, ai quali la leggenda narra avesse fatto dono dell'ulivo. Ogni anno, con una processione, le fanciulle della città salivano lungo la scarpata che portava al tempio, per offrire alla statua di Atena un nuovo peplo, il tipico abito femminile greco. Oggi, questo sacro rito non avviene più: ma ogni giorno una folla di visitatori percorre ancora, con rispetto e meraviglia, gli antichissimi gradini di marmo dell'acropoli. Qui, tra i monumenti, il tempo sembra fermo all'epoca degli dei e degli eroi. Dai 106 m di altezza della mitica collina, lo sguardo domina la moderna metropoli, brulicante di traffico, soffocata, purtroppo, da un pesantissimo inquinamento. Luce e aria circolano liberamente tra le rosse colonne del palazzo di Minosse, leggendario re dell'isola di Creta, illuminando gli affreschi che ci parlano dell'antica civiltà minoica. Mura ciclopiche sostengono i lati dell'acropoli trasformandola in una fortezza inespugnabile: quelle del lato sud-ovest risalgono al Vi sec. a.C.

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