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-L’Età Giulio-Claudia-

Durante l’Età Giulio-Claudia si assiste alla ristrutturazione della “Domus Aurea” (la casa di Nerone), che si ergeva su tre colli ed era composta da diversi edifici con all’interno un lago artificiale con fondo in argilla, corrispondente alle dimensioni del Colosseo. La stanza più importante del suo complesso residenziale era la “sala ottagonale”, stanza in cui Nerone riceveva ospiti illustri; la sala era coperta da una cupola (con volte a crociera e a botte) in calcestruzzo con un foro al centro.
Dopo la sua morte vennero distrutte tutte le opere legate a lui, per la legge della “damnatio memoriae”, che puniva gli imperatori malvagi; nonostante ciò a Nerone spetta il merito di aver ricostruito alcuni edifici Romani con materiali maggiormente idonei rispetto ai precedenti. Egli stabilì infatti che le insulae dovevano avere l’obbligo di essere separate l’una dall’altra per evitare il propagarsi degli incendi.

Sotto Claudio venne costruito un acquedotto di 69km su una pendenza costante dall’Appennino fino a Roma, questa fu una costruzione che richiedeva grandi competenze costruttive.

-L’Età dei Flavi-

Durante l’Età dei Flavi (69 – 96 d.C.) i Romani iniziarono a usare la “volta a crociera”, forma strutturale che poi verrà usata spesso dagli stessi Romani.
Sempre in quel periodo i Romani iniziarono a costruire degli anfiteatri: un anfiteatro consiste in un raddoppiamento del teatro allungandone la forma fino a farla diventare ellittica, in questo modo tutti gli spettatori potevano avere un’ottima visione, a differenza proprio del teatro, dove erano solo alcuni i punti di vista privilegiati. L’orchestra nell’anfiteatro prende il nome di arena, luogo in cui avvenivano i combattimenti tra gladiatori e belve, oppure dove avvenivano delle battaglie navali.

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