blakman di blakman
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Ercole Farnese di Lisippo


Lisippo raffigurò più volte Eracle in riposo al termine delle sue fatiche. L'ultima statua della serie, il cui originale era in bronzo, è nota da una copia colossale alta quasi tre metri, il cosiddetto Ercole Farnese, di notevole qualità, firmata dall'ateniese Glicone e proveniente dalle Terme di Caracalla a Roma. Eracle è raffigurato come un uomo anziano, che ha appoggiato ad una roccia la sua clava e vi si è abbandonato sopra. La clava è ricoperta dalla pelle del leone di Nemea - il gigantesco leone ucciso nella prima fatica - mentre l'eroe stringe nella mano destra, portata dietro l'anca, i tre pomi delle Esperidi conquistati durante l'ultima fatica, dopo la quale sarebbe stato trasformato in divinità. Lisippo raffigura dunque un Eracle maturo e stanco, che si riposa dopo la dura serie di imprese: secondo l'interpretazione morale della vita dell'eroe, Eracle si era elevato agli onori divini percorrendo la difficile strada della virtù. D'altra parte la pesantezza con cui il corpo si appoggia alla clava non solo mostra la stanchezza dell'eroe, ma fa si che il soggetto risulti integrato nella statua. Lisippo ha creato una scultura instabile, sostituendo al consueto chiasmo una netta antitesi fra il piede e il braccio a destra in forte tensione e la gamba e il braccio a sinistra in riposo. L'avanzamento del piede sinistro, indizio del cammino pronto a riprendere, costituisce il fulcro della figura.

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