Colonna Traiana

Sia Traiano sia Marco Aurelio hanno lasciato un ricordo delle loro imprese militari ovvero delle colonne commemorative tuttora esistenti. Tuttavia malgrado l'identica forma e il medesimo scopo dei due monumenti sono riscontrabili numerose differenze il che sarebbe il segno palese del cambiare dei tempi.
La colonna celebrativa decorata a rilievo è un'invenzione dell'età imperiale (come del resto gli archi di trionfo di cui romani disseminarono anche le province): essa ha lo scopo di fissare nel marmo le immagini di un'impresa clamorosa, di una spedizione vittoriosa. Pertanto la colonna è percorsa lungo tutta la sua superficie da un nastro continuo di bassorilievi scolpiti nel marmo. La Colonna Traiana è alta circa 30 metri (più un basamento di circa 7 metri), poi inaugurato nel 113 e collocata nel Foro di Traiano:essa raffigura con grande realismo, in una fascia spirale lunga complessivamente 200 metri, 150 episodi della campagna militare condotta dell'imperatore in Dacia, e in origine sulla sua sommità si trovava una statua di Traiano mentre nel suo basamento vi era il vano per contenerne le ceneri. La decorazione della colonna è attribuita ad Apollodoro di Damasco, l'architetto che aveva progettato anche il foro e i mercati di Traiano. Malgrado la colonna non sfugga, come tutti i monumenti di tal genere, alla finalità della propaganda, essa si presenta oltre che come esaltazione del sovrano, la cui effigie riprodotta decine di volte, anche come celebrazione di un impresa collettiva, compiuta certamente dall'invitto comandante e capo supremo dell'impero, ma insieme con il suo esercito, cui viene reso merito, in piena sintonia con la concezione romana della storia. A ciò Apollodoro aggiunse una forte componente di pathos, che accomuna vincitori e vinti, Romani e barbari. Di conseguenza sarebbe giusto dire che al centro della narrazione istoriata lungo la colonna traiana vi è l'uomo nella sua totalità.

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