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La Colonna Traiana – descrizione


La Colonna Traiana fu costruita nel 113 d.C. per ricordare le due campagne combattute dall’imperatore Traiano contro i Daci, un popolo abitante fra il Danubio ed i Carpazi orientali. In seguito, nel suo basamento furono collocate le ceneri dell’imperatore.
La colonna, senza tener conto della base, è alta 29 metri e, formata da diciassette blocchi di marmo greco, è sormontata dalla statua di Traiano. Essa è decorata con una striscia di rilievi che cresce in altezza, passando da 60 ad 80 cm, con l’obiettivo di contrastare l’effetto ottico causato dalla distanza. E’ la prima colonna coclide cioè ornata da una decorazione continua a forma di spirale
I rilievi rappresentano le imprese di Traiano (almeno 150) senza alcun intento di idealizzazione perché sono rappresentati in modi realistico: battaglie, marce, assedi,lavori agricoli, soldati, animali e perfino vedute aeree che si alternano a motivi allegorici o mitologici, come fiumi personificati o interventi di dei. Non conosciamo l’autore, qualcuno sostiene che si tratti dell’architetto Apollodoro. Sta di fatto che il ruolo avuto da questo artista nei confronti dell’imperatore è lo stesso ricoperto da Fidia per Pericle. I rilievi non hanno molta plasticità perché costituiti spesso da figure appiattite. Questo si spiega col fatto che se l’autore avesse scelto delle volumetrie troppo evidenti avrebbe provocato delle ombre sulla scena per cui tutti i personaggi si sarebbero trasformati in un’accozzaglia di piccole figure. Non ci sono spazi vuoti e tutto è riempito o da personaggi o da oggetti.
E’ molto importante precisare che l’autore non ha solo fotografato in modo oggettivo i vari momenti della campagna contro Daci. Egli ha cercato anche far trasparire la “pietas” di Traiano, cioè il senso di profonda umanità e giustizia nei confronti dei vinti. Non si nota mai adulazione e nemmeno esaltazione perché i popoli sottomessi sono raffigurati come combattenti che con tanto eroismo lottano per la loro libertà e l’imperatore ci appare più un giudice che un vincitore.
Alcune ricerche hanno dimostrato che l’autore è ricorso alla colorazione che riguardava non l’anatomia dei vari personaggi, ma soltanto le vesti, gli sfondi ed i vari oggetti.
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