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analisi della colonna minoica


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La civiltà minoica, o civiltà cretese, si sviluppò a partire dall’epoca del bronzo, e conobbe il suo massimo sviluppo intorno al II millennio a. C. Una delle caratteristiche fondamentali di questa civiltà fu l’arte, che comprendeva numerosi ambiti come la gioielleria, la ceramica, ma soprattutto la cura degli affreschi nei grandi palazzi e l’architettura. Uno degli elementi fondamentali di tale architettura, ritenuta rudimentale in un primo momento, ma in seguito rivalutata, è la colonna.
La colonna è un elemento architettonico che ha la funzione di sostegno, in particolare la colonna minoica ha delle caratteristiche ben precise che la differenziano dalle colonne tipiche di altri stili o ordini. Questa colonna aveva la base cilindrica di solito in calcare, gesso o breccia variegata. Lo stelo era liscio e costruito in legno, ma si potevano trovare anche colonne provviste di scanalature verticali concave o convesse, come per esempio a Cnosso. Il capitello, anch’esso in legno aveva l’abaco (la terminazione superiore del capitello) quadrangolare e l’echino (parte del capitello inferiore all’abaco) rigonfio. La colonna poteva inoltre essere rastremata (di diametro ridotto) in basso, caratteristica comune con l’arte micenea che non è stata trovata altrove. Un significativo esempio di colonna minoica si trova nel palazzo di Cnosso, importante centro cretese teatro dei miti legati a Minosse e al Minotauro.

A cura di Federica

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