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La città e l’architettura

Città fortificate da mura ciclopiche: La civiltà degli Etruschi è legata alle loro città. – Queste erano poste in luoghi fortificati, difesi da imponenti mura realizzate con filari regolari di massi in pietra squadrati. – L’accesso alle città avveniva attraverso porte monumentali, con copertura ad arco. - In un sito più elevato si ergeva l’Acropoli, dove si innalzavano i templi. – Le città di pianura o di nuova fondazione avevano andamento regolare, con una maglia di strade parallele tra loro. È il caso di Misa (Marzabotto), in Emilia, e di Spina, in Veneto. L’uso dell’arco: gli Etruschi furono i primi ad utilizzare sistematicamente l’arco nel Mediterraneo occidentale, a partire dal IV secolo a.C. L’arco ha origine orientale, ma è forse giunto in Italia dall’Asia Minore attraverso le colonie greche. Nel sistema trilitico il peso del muro che sovrasta l’apertura grava sull’architrave, che tende a flettersi fino a spezzarsi; l’arco a tutto sesto, che ha forma di semicerchio, consente invece una distribuzione del peso sovrastante lungo i sostegni laterali; in questo modo si possono praticare nei muri aperture anche molto ampie. Il tempio etrusco: Il tempio etrusco costituisce il modello del successivo tempio romano. Ne conosciamo le caratteristiche soprattutto grazie alla descrizione di Vitruvio, architetto romano vissuto nel I sec. d.C. – Il tempio è collocato su un alto basamento (podio). – A differenza del tempio greco, quello etrusco presenta un marcato carattere frontale, accentuato da un’alta scalinata sul fronte. – sul tetto sono poste decorazioni scultoree, quali acrotèri o statue. Sul lato anteriore si innalza un prònao composto da una o sue file di colonne tuscaniche. Queste sono simili a quelle doriche, ma hanno fusto liscio e sono poste su una base. – Sul prònao si aprono una o tre celle.
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