Video appunto: Chimera di Arezzo

Chimera di Arezzo



Scheda tecnica



Nome: La Chimera di Arezzo
Autore: ignoto
Datazione: periodo di mezzo, fra il V e il IV secolo a.C. Materiale: bronzo
Misure: h 65cm, l 1,82m
Ubicazione: Firenze, Museo Archeologico

Descrizione



La Chimera di Arezzo è un bronzo etrusco che rappresenta un essere mitologico tramandato in Etruria dalla tradizione ellenica.

Esso infatti era raffigurato come un mostro triforme con il corpo e la testa di leone, la coda a forma di serpente e con una testa di capra nel mezzo della schiena.
In quest’opera la Chimera è rappresentata dopo essere stata colpita a morte da Bellerofonte, mentre tenta un’ultima e disperata reazione. La testa di capra sul dorso è reclinata e morente a causa delle ferite ricevute e flotti di sangue sgorgano dal suo collo; la fiera contrae il corpo che è modellato in maniera da mostrare le costole del torace, e le vene solcano il ventre e le gambe contrastando la rassegnazione della testa caprina.
Si pensa che la Chimera facesse parte di un gruppo con Bellerofonte e Pegaso ma non si può escludere completamente l'ipotesi che si trattasse di un'offerta votiva a sé stante; tale considerazione infatti non può essere esclusa poiché vi è un'iscrizione sulla zampa anteriore destra, in cui vi si legge la scritta TINSCVIL ovvero “donata al dio Tin”.
La Chimera presenta elementi arcaici, come la criniera schematica e il muso da leone che è simile ad alcuni modelli greci del V secolo a.C., mentre il corpo è di una secchezza austera. Altri tratti sono invece più naturalistici, come l'accentuazione drammatica della posa e la sofisticata postura del corpo e delle zampe. Questa mescolanza è tipica del gusto etrusco della prima metà del IV secolo a.C. È da osservare il particolare della criniera, molto lavorata, e che riproduce abbastanza fedelmente l'aspetto naturale del felino. Si pensa infatti che il leone conosciuto dai greci non avesse una criniera sviluppata quanto quello africano o asiatico e che fosse più piccolo.