Cavaliere Rampin


La descrizione e lo stile


L'opera datata al 550 a.C., è la più antica statua equestre di cui si ha conoscenza (la tipologia scultorea dell'uomo a cavallo avrà una lunga tradizione in età romana e nelle epoche successive). Del cavallo si conservano solo parti del collo e della criniera, mentre il cavaliere è privo di braccia e gambe. Il corpo presenta una leggera torsione, resa maggiormente percettibile dalla testa piegata verso sinistra, che cattura lo sguardo dell'osservatore. Infatti è nella resa della testa che l'artista ha concentrato le proprie abilità, dando vita a un insieme di assoluta perfezione e di equilibrio tra i minuscoli elementi circolari che formano riccioli e trecce e linee distese del volto, che mostra il tipico "sorriso arcaico".
Una corona di foglie cinge il capo del giovane cavaliere, forse premio dei giochi dell'Istmo o di Nemea, dove i vincitori venivano coronati con foglie di quercia come quelle riprodotte in questa statua.
La resa anatomica del corpo rivela, invece, caratteristiche più convenzionali, quali l'ampio torace e le partizioni dell'addome rese con tratti lievemente incisi.
Nella sapiente tecnica applicata nella realizzazione di quest'opera è stata riconosciuta dagli studiosi la mano di un'artista di grandi capacità, forse lo stesso che ha realizzato la Kore del peplo
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