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Arte Minoica

Nel XIX fu individuata una civiltà fiorita fra il III e il II millennio a.C. a Creta e chiamata “minoica” da sir Arthur Evans, il suo scopritore. Creta è una delle maggiori isole del Mediterraneo, caratterizzata da un territorio ricco di risorse agricole. In alcuni settori dell’isola si assisterà all’emergere di gruppi di potere e alla nascita di nuovi meccanismi di amministrazione, con la creazione di un sistema economico basato sulla raccolta e lo smistamento dei beni. L’influenza dell’Egitto e della Mesopotamia porterà alla formazione di una nuova tipologia di architettura: la nascita dei palazzi cretesi rappresenta uno dei fenomeni più importanti nel bacino dell’Egeo della media età del bronzo. Si ha il passaggio da organizzazione per clan all’oligarchia e, grazie alle indagini archeologiche, abbiamo potuto riconoscere numerosi centri culturali e politici, fra cui spicca Cnosso. Per colpa di eventi storici non del tutto chiariti, assistiamo alla distruzione e alla riedificazione dei palazzi, a cui seguirà un crollo definitivo. Questa civiltà sviluppa una vera e propria talassocrazia, un controllo di tutti i traffici marittimi.

Il fattore che determinò il suo declino è la crescita di una nuova civiltà della Grecia, quella degli Achei.
Sia i primi che i secondi palazzi presentano piante complesse e irrazionali, dominate dalla libertà e dalla fantasia. Questi complessi sono sedi signorili, ma anche centri amministrativi e religiosi. Alcune tavolette di maioliche ritrovate a Cnosso mostrano l’aspetto di queste costruzioni, articolate su più piani e con facciate eleganti e colorate. La particolare ricchezza formale è caratteristica nell’arte minoica e anche il fatto che nelle raffigurazioni sono assenti episodi storici. Importante nell’arte minoica è anche la pittura parietale di cui possiamo individuare i caratteri fondamentali, cioè l’abilità tecnica e la libera osservazione di tutti gli aspetti della natura. Fra le arti plastiche, la scultura è limitata a quella di piccole dimensioni, mentre sempre più congeniale allo stile minoico è il rilievo basso, molto vicino al disegno. Inoltre, vengono creati con inimmaginabile perizia oggetti in steatite (pietra morbida di colore nero-verdastro) ed è diffusa anche l’arte dei vasai. Un esempio di raffinatezza di questa produzione può essere un cratere in terracotta rinvenuto nel palazzo di Festo, a Creta, dove la decorazione dipinta (principalmente con motivi vegetali o geometrici) è unita al rilievo.
La Taurochatapsia consiste in esercizi acrobatici che culminavano con un doppio salto sopra il dorso del toro. La figura della scena principale è incorniciata da quattro fasce riccamente decorate e lo sfondo è celeste. Al centro troviamo il grande animale rosso pezzato, afferrato per le lunghe corna da una figura femminile e alle sue spalle un’altra si prepara a spiccare un salto. Una terza figura si trova nel momento culminante dell’acrobazia. I personaggi maschili e femminili si riconoscono dal colore della pelle, bianca per le donne e rosso-bruna per gli uomini, perché per il resto sono del tutto identici. Nonostante il dettagliato restauro, possiamo ancora notare l’eleganza della raffigurazione, dove c’è una perfetta simmetria fra le due figure femminili e si ha una forte impressione di movimento.

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