Concetti Chiave
- L'urbanistica siciliana mostra un'influenza greca, con città progettate inizialmente in modo ortogonale per garantire una distribuzione equa delle terre ai coloni.
- Gli edifici sacri in Sicilia presentano innovazioni come l'uso di calcare poroso e un pronao profondo, creando un'impressione di dismisura rispetto all'architettura greca tradizionale.
- Il tempio della Concordia ad Agrigento è uno dei meglio conservati, caratterizzato da colonne e una piattaforma elevata che ne esaltano la struttura.
- Nella scultura della Magna Grecia, il bronzo era il materiale preferito, con opere come le metope che mostrano intensità drammatica e caratteristiche fisionomiche accentuate.
- La pittura nella Magna Grecia è rappresentata principalmente dalla "Tomba del tuffatore", che ricorda le decorazioni dei vasi attici con scene di banchetti e tuffi.
Urbanistica e architettura in Sicilia
Nell’Italia meridionale in Sicilia, l’arte di derivazione greca, riguarda l’assetto urbanistico, gli edifici sacri, la scultura e la pittura.
Per motivi pratici, la pianta delle città inizialmente era ortogonale in modo tale da permettere una distribuzione equa delle terre ai coloni. L’esempio più significativo ci è dato da Megara Hyblea, in Sicilia, la cui costruzione risale all’ VIII secolo a.C. Il terreno è diviso in appezzamenti intersecati da strade parallele, forse con lo scopo di poter facilmente drenare il terreno pianeggiante, un’operazione indispensabile per la coltivazione del terreno. Quando la società da contadina si evolve verso un aspetto più artigianale commerciale anche la pianta delle città si evolve la struttura urbanistica diventa più razionale, ben ordinata e rigorosamente a maglia regolare.
Innovazioni nei templi siciliani
I coloni portarono con sé i modelli stilistici della madre patria anche se non mancano innovazioni. Infatti, gli edifici sacri presentano alcune peculiarità:
• uso di un calcare poroso al posto del marmo che per preservarlo dall’aggressione della salsedine veniva ricoperto da un intonato e da uno stucco e sua volta rivestito da terracotta policroma. Il risultato era spesso quello di un’ornamentazione eccessiva
• l pronao è molto profondo per cui la cella destinata alla divinità è sempre più arretrata
• impressione di dismisura, non esistente nell’architettura greca
Molti templi si trovano in Sicilia, ad Agrigento e a Paestum. Ad Agrigento è da ricordare il tempio della Concordia, fra quelli meglio conservati dell’arte greca: esso si innalza su di una piattaforma di quattro gradini e presenta da un lato sei colonne e dall’altro tredici. Le colonne sostengono la trabeazione, il fregio e, sul lato breve, il timpano. Molto significativi sono anche il tempio di Nettuno e la Basilica di Paestum. In realtà, quest’ultima era un tempio, probabilmente dedicato alla dea Hera.
Scultura e pittura nella Magna Grecia
Nella Magna Grecia, la scultura di marmo è poco rilevante perché si trattava di un materiale raro. Si preferivano le opere di bronzo, ma che nel tempo sono state fuse. Le uniche opere scultoree ancora visibili sono le metope dei vari templi, fra cui “Ulisse sulla tartaruga” e “Artemide e Atteone” in cui è ben visibile una grande intensità drammatica: il volto della dea esprime freddezza per indicare la volontà di vendetta e Atteone è sconvolto dalla presenza della morte incombente anche se è ben deciso a difendersi. Come si nota, anche da questo esempio, l’arte scultorea della Magna Grecia tende a caratterizzare i singoli dei, a volte anche esasperandone i singoli aspetti fisionomici Taranto è fra le città che possono essere considerate egemoni in questo campo artistico.
Per quanto riguarda la pittura, ci resta un solo documento: alcune lastre dipinte n che decoravano la “Tomba del tuffatore” che rappresentano un banchetto ed un giovane uomo che si sta tuffando e che ricorda le decorazioni dei vasi nel periodo attico.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della pianta ortogonale nelle città siciliane antiche?
- Quali innovazioni architettoniche si possono riscontrare nei templi siciliani?
- Quali sono le caratteristiche distintive della scultura nella Magna Grecia?
- Cosa rappresentano le lastre dipinte della "Tomba del tuffatore"?
La pianta ortogonale delle città, come quella di Megara Hyblea, permetteva una distribuzione equa delle terre ai coloni e facilitava il drenaggio del terreno, essenziale per l'agricoltura.
I templi siciliani presentano innovazioni come l'uso di calcare poroso, un pronao profondo e un'impressione di dismisura, elementi che li differenziano dall'architettura greca tradizionale.
Nella Magna Grecia, la scultura di marmo era rara; si preferivano opere in bronzo, con metope che mostrano una forte intensità drammatica, come "Ulisse sulla tartaruga" e "Artemide e Atteone".
Le lastre dipinte della "Tomba del tuffatore" raffigurano un banchetto e un giovane che si tuffa, richiamando le decorazioni dei vasi attici e offrendo un'importante testimonianza della pittura dell'epoca.