L’arte nella Grecia antica

La civiltà greca antica è alla base del modo di vivere e di pensare dell’Europa moderna. Si è sviluppata, a partire dall’VIII secolo a.C., nella penisola greca, nelle isole dell’Egeo e nell’Italia Meridionale (Magna Grecia), in piccole citta-stato che vivevano di un’agricoltura povera e della navigazione. In queste città sono nate la democrazia, la filosofia e l’arte come oggi le intendiamo.

La costruzione delle abitazioni era in mattoni crudi e in pietra ed è documentata più dalla letteratura che non dai ritrovamenti. Invece, gli edifici pubblici e, in particolare, quelli religiosi hanno lasciato tracce importanti e sono rimasti il modello dell’architettura per molti secoli.

Molto sappiamo degli spazi aperti, degli edifici per la vita democratica e della pianificazione delle nuove città.

I templi diventavano spesso un punto di identificazione simbolica delle città-stato. È tipico il caso di Atene, dove l’antico nucleo cittadino, l’acropoli, si trasformò nei secoli in luogo sacro, dedicato alla protettrice della città, Athena Parthenos, e ai leggendari eroi fondatori.

L’acropoli conteneva i templi degli dèi protettori della città, compresa Atena, oltre ad antiche reliquie, come la tomba di Erettèo e l’olivo sacro.

Nelle costruzione dei templi, i Greci misero a punto un sistema di forme e proporzioni, gli ordini architettonici, poi rielaborati dai Romani, nel Rinascimento e nel Barocco fino al Neoclassicismo. Si ritiene che gli ordini siano la traduzione in pietra di antiche forme dei templi in legno, affinati e arricchiti di elementi decorativi: malgrado la forte codificazione si sono prestati alla costruzione di edifici molto diversi tra di loro e pieni di fantasia pur nell’estrema coerenza interna.

I trattatisti hanno sintetizzato la grande varietà dei templi greci in tre ordini: l’ordine dorico (considerato il più antico, il più solido. È l’ordine “maschio”), l’ordine ionico (è più snello di quello dorico, ha architravi più corti ed è più ricco di elementi decorativi) e l’ordine corinzio (raro nel periodo classico e invece molto diffuso in epoca alessandrina e romana, è leggermente più snello dell’ordine ionico e nettamente più ricco di decorazioni).

Il Partenone è considerato uno degli edifici più perfetti dell’architettura greca del periodo aureo. L’architetto Le Corbusier ha sostenuto, che la bellezza del Partenone fosse merito soprattutto di Fidia, il grande scultore che eseguì il simulacro della dea e le sculture che lo decoravano all’esterno.

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