Creta e Micene

Creta

Isola della Grecia del Mediterraneo, amministrativamente divisa nelle quattro province di Candia, Lasiti, Retimo e la Canea. Creta ha un territorio molto montuoso, una serie di catene calcaree, profondamente scavate da fenomeni carsici e assai ripide verso sud dove strapiombano direttamente nel mare, si allunga da ovest a est culminando in tre gruppi più elevati: le montagne Bianche, il massiccio del monte Ida e i Lasiti. La morfologia è meno aspra verso nord dove il terreno, collinare più che montano, ha favorito il sorgere dei principali insediamenti e consentito un più facile sviluppo delle attività economiche.

L'età Minoica

I primi abitanti di Creta giunsero da una zona imprecisa dell'Asia anteriore: essi fondarono un villaggio a Cnosso verso il 6000 a.c..portavano con se una antica cultura neolitica: erano già coltivatori, ma non conoscevano la ceramica. Poco dopo il loro arrivo cominciarono a produrre recipienti e figurine di terracotta. Il periodo neolitico si prolungò fino al 3000 a.c.. L'uso dei metalli si affermò a Creta dal 3000 in poi. Il periodo che abbraccia il III e il II millennio è chiamato “età del bronzo” o “età minoica”, dal nome di Minosse, antico re dell'isola, secondo la tradizione greca. Si divide in tre fasi, determinate dalla evoluzione stilistica della ceramica: antico minoico (III millennio), medio (dal 2000 al 1570) tardo recente (dal 1570 al 1050). Altri studiosi, riferendosi al la storia dei palazzi di Festo e di Cnosso, distinguono quattro fasi: prepalaziale, protopalaziale e neopalaziale, fino all'ultima distruzione di Cnosso, postapalaziale. L'inizio dell'età del bronzo è caratterizzata, a Creta, da tracce di conflitti e di devastazione: poco dopo si nota un estendersi delle zone abitate, che testimonia un rapido incremento demografico. È quindi probabile che anche qui, come nelle isole minori e in Grecia, la nuova cultura sia stata portata da una o più ondate di invasori; l'unica teoria che spiega la situazione dell'insediamento del mondo egeo è quella che prevede la diffusione di alcuni tipi di ceramica, sull'uso di sigilli praticamente identici, infine sui testi cretesi in scrittura lineare A che sembrano redatti in una lingua affine. L'antico Minoico è caratterizzato anche dal diffondersi di grandi tombe collettive a falsa cupola: l'origine di questa innovazione è molto discussa.

Nel corso del medio minoico a Cnosso a Festo e altrove, sorsero grandiosi palazzi (più volte distrutti da terremoti e ricostruiti). Si tratta certo di residenze reali: secondo alcuni esse apparterrebbero tutte alla medesima dinastia, che avrebbe unificato l'intera isola. L'abbondanza di legname facilitava le costruzioni navali. I magazzini annessi ai palazzi e la presenza di numerosi sigilli usati probabilmente per controllare l'entrata e l'uscita delle merci dimostrano che il re, partecipava alle attività mercantili. I riti si svolgevano in sacelli edificati sulle cime o sugli speroni di montagna e colline, o in grotte; i palazzi comprendono locali destinati al culto e i santuari montani sono parzialmente abbandonati. Particolarmente venerate sono le divinità femminili, rispetto alle quali gli dei sembrano avere una posizione subordinata. Gli attributi più comune delle dee sono: il serpente (di solito interpretato come simbolo di un legame con la terra); uccelli, tra i quali la colomba (simbolo di fecondità); il leone (dea della natura selvaggia). Sono figurine di esseri umani, dedicate a una divinità risanatrice, e di animali domestici. Le corna di toro sono l'attributo di una divinità maschile, la stessa suggerì ai greci l'idea del Minotauro; un altro simbolo sacrale, è la doppia ascia. Il mito greco dello Zeus cretese, che muore, viene sepolto e risorge, si riferisce a un'antica divinità minoica che impersonava la vicenda annuale della vegetazione. Nella media età del bronzo la penisola greca, era stata soggetta all'influsso economico e culturale di Creta. Intorno al 1450, i Greci conquistarono Cnosso e distrussero gli altri palazzi minoici: la loro presenza a Cnosso è dimostrata anche da un archivio redatto in scrittura lineare B e in lingua greca; essi governarono l'isola: da questo momento Creta è parte del mondo miceneo.In seguito anche il palazzo di Cnosso fu distrutto, l'ipotesi per un conflitto tra i Greci e Cretesi è quella più plausibile. L'afflusso di elementi greci erano esistenti all'estremità orientale dell'isola.

Testimonianze archeologiche

Dopo il neolitico, le cui uniche manifestazioni artistiche sono costituite da figurine fittile di uomini o animali, Creta conobbe un'eccezionale fioritura artistica (arte cretese o “minoica”) nel III e nel II millennio a. C..

Antico Minoico

La fase iniziale di questo lungo periodo che corrisponde ai primi secoli del III millennio a.C. è contraddistinta da un tipo di ceramica ancora sub-neolitica (sul fondo brunito); e da un notevole impulso dell'architettura, soprattutto a Cnosso e a Festo. L'architettura raggiunge un livello assai elevato nella fase successiva (antico minoico II): a quest'epoca risalgono i due grandi insediamenti di tipo urbano scovati a Vassiliki e a Myrtos (creta orientale). Nel campo dell'architettura funeraria si diffonde ora l'uso di grandi tombe collettive circolari, a thòlos, (ossia a falsa cupola costituita da filari concentrici di pietra aggettanti). Ai progressi che si registrano in campo architettonico da riscontro un incremento nella produzione di oggetti di metallo, recipienti di pietra; la fase denominata antico minoico III conduce verso la grande fioritura del medio minoico: in architettura si prolunga la tradizione del periodo precedente, mentre la ceramica dipinta con motivi curvilinei chiari, preannuncia lo sviluppo della produzione successiva (detta di “kamares”).

Medio Minoico

Il lineamento più caratteristico del medio minoico, è il palazzo di Cnosso, Festo, Mallia e, in dimensioni ridotte, Zakro; il palazzo minoico si sviluppa liberamente intorno al grande cortile rettangolare, disposto in direzione nord-sud, con quartieri di abitazione, stanze per ospiti o per la servitù, sacelli, magazzini e anche impianti artigiani, ma senza uno schema prefissato. Resti archeologici di ville sono stati rinvenuti a Haghia Triadha, legata forse al vicino palazzo di Festo, a Tylossos, a Nfrau Knami; anche nell'architettura funeraria continuano forme proprie dell'antico minoico, ma con rinnovato splendore. La thòlos prevale nella zona di Festo, la grande camera seminterrata, rettangolare. Appare anche la produzione – ceramica del medio minoico, detta “kamres”, accennata precedentemente; insieme a una fantasia esuberante a una straordinaria abilità tecnica, conducono a risultati di livello insuperato. Festo sembra l'area di origine di questa ceramica tipicamente palaziale (prodotta peraltro anche a Cnosso). Contemporaneo al “kamares” pregredisce l'intaglio dei sigilli, con graduale tendenza al naturalismo. Nella ceramica prevalgono progressivamente la tecnica della pittura scura su fondo chiaro e l'uso, spesso eccessivo, di ornamenti applicati a rilievo. Di particolare valore sono gli affreschi (soprattutto dal palazzo di Cnosso dalla villa di Haghia Triadha). I soggetti preferiti sono figure umane o animali. Il ricordo del livello tecnico raggiunto dai cretesi e affidato a una grande varietà di oggetti, di metallo, pietra e altri materiali, come per esempio le armi votive, tra queste eccelle una lunga spada bronzea dal palazzo di Mallia.

Tardo Minoico

Il tardo Minoico I è ancora per l'arte cretese un'epoca di splendore, l'ultima prima del passaggio di Creta sotto il dominio miceneo. L'amore per il naturalismo nel campo della ceramica, nella fase denominata tardo minoico I B, diffonde da Cnosso in tutta l'isola il cosiddetto “stile marino”, che riproduce la vita delle profondità marine, polipi, conchiglie, alghe......I motivi decorativi di moda in quest'epoca confluiscono all'irrigidimento formale, negli imponenti vasi di “stile del palazzo”, che è tipico di Cnosso nei primi tempi della dominazione micenea (tardo minoico II). La cultura cretese s'imbeve ora di caratteri micenei, che cogliamo sia in architettura (uso del megaron), tombe a camera o a thòlos, di tipo continentale, come quelle “dei guerrieri” presso Cnosso, sia negli affreschi e nelle arti decorative, dove l'indole bellicosa dei dominatori si esprime nell'impiego dello scudo a otto come motivo ornamentale (elemento del tutto estraneo al carattere e al gusto dei cretesi). Coll'avvento dei micenei, il palazzo di Cnosso (l'unico che per un certo tempo sopravvisse al disastro) conosce la sua ultima era di grandezza terminata col crollo definitivo, nella prima metà del sec. XIV a.C.

Architettura Urbana

La più importante manifestazione figurativa della civiltà cretese. Detta anche minoica dal mitico reggitore dell'isola, Minosse. É costituita dai resti dei grandiosi Palazzi principeschi di Cnosso e di Festo, i due principali centri urbani posti rispettivamente sulle coste settentrionali e meridionali dell'isola.
La prima edizione di queste due importanti fabbriche risale agli inizi del II millennio, sottostanti alle rovine delle più recenti costruzioni, che denunciano la violenza di un incendio ad operare di un popolo invasore. Entrambi i palazzi vennero ricostruiti tra il 1700 e il 1600 a.C. Si tratta di vaste costruzioni, la cui struttura rivela una larga posibilità di strutture architettoniche, paragonabili a quelle dei grandi edifici orientali, particolarmente di quelli babilonesi. Questi palazzi, sprovvisti di difese murarie esterne, si levavano su basse colline, in vicinanza del mare. Lo sviluppo rettilineo su due ali affrontate e distinte da una grande corte centrale, che funziona da sorgente di illuminazione ci fa intuire che un ordine prestabilito organizza, secondo criteri pratici, gli spazi interni. SI ha un'ampia quadrilatero articolato all'interno in stanze, cortili, portici e propilei congiunti da corridoi e da scali. I resti, che si sono ritrovati nelle diverse parti degli edifici, hanno fatto pensare al diverso e vario impiego, a cui queste erano destinate. La presenza inoltre di ampie scalinate digradanti in un'area aperta, evidentemente destinata a spettacoli. Le decorazioni pittoriche ci tramandano il ricordo di giostre con i tori di significato religioso, fa pensare che queste fabbriche assolvessero ad un compito più vasto di quello di una semplice dimora. E presentassero, piuttosto, l'aspetto di una città-palazzo.

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