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La testa di Sargon

Una delle testimonianze più importanti della scultura in Mesopotamia è la testa di Sargon,una testa in rame raffigurante in grandezza naturale il volto di Sargon di Accad, fondatore del primo impero mesopotamico. Il viso, modellato con estrema raffinatezza, è reso in modo realistico: la forma allungata degli occhi, le labbra carnose, il profilo aquilino del naso riproducono probabilmente i reali lineamenti del sovrano; l'acconciatura della barba è invece più convenzionale, con le lunghe ciocche riunite in spirali e disposte simmetricamente sul mento; la benda che cinge il capo e la barba rappresentano due attributi distintivi della regalità. L'opera costituisce un documento concreto del nuovo ruolo assunto dal sovrano, in contrasto con i tradizionali valori sumeri. Fino ad allora, la funzione di mediazione tra la divinità e i fedeli era stata svolta dal tempio, residenza e luogo di manifestazione del dio; con Sargon invece il sovrano, investito direttamente del proprio potere dagli dei, ne divenne l'unico interlocutore, il solo in grado di ottenere la loro benevolenza per sè e per il suo popolo attraverso doni e offerte. Le statue furono quindi collocate in tutti i santuari per testimoniare concretamente il vincolo che lo univa agli dei e in questo modo anche ai sudditi. La testa fu conservata per 16000 anni nel tempio di Ishtar, dea della guerra e dell'amore, a Ninive, la capitale Assira distrutta dai babilonesi nel 612 a.C.: al saccheggio si devono la mutilazione delle orecchie e il danneggiamento degli occhi per strappare le gemme che vi erano inserite.
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