Concetti Chiave
- L'Ara Pacis Augustae, realizzata a Roma, simboleggia il classicismo augusteo, un periodo di pace e prosperità dopo le guerre civili.
- Costruita tra il 13 a.C. e il 9 a.C., l'altare celebra la Pace divina e il ritorno di Augusto da campagne militari in Gallia e Spagna.
- Danneggiata dall'umidità e dall'acqua, l'Ara fu riscoperta nel 1568 e restaurata, con frammenti successivamente rinvenuti nel 1859 e 1879.
- Negli anni '30, Mussolini sostenne la ricostruzione dell'altare per esaltare l'eredità di Augusto, avviando anche la demolizione degli edifici circostanti.
- Le decorazioni dell'altare includono bassorilievi che rappresentano una processione e figure significative come Augusto e Tellus, simbolo di fecondità.
L'ara pacis Augustae e il classicismo augusteo
L’ara pacis Augustae è stata realizzata a Roma nel periodo che viene solitamente definito come classicismo augusteo, vale a dire quell’epoca di pace e prosperità che si ebbe a Roma con l’avvento di Augusto, nipote di Cesare, dopo una serie di interminabili guerre civili. L’ara pacis Augustae è un altare la cui costruzione è iniziata nel 13 a. c. ed è terminata nel 9 a.c., l’anno stesso in cui venne consacrato. L’altare misura nel lato corto 10 metri, nel lato lungo 11 e riprende in scala all’incirca quattro a uno le misure dell’altare di Pergamo, grande opera religiosa del classicismo greco.
La costruzione e la funzione dell'altare
Come dice la parola stessa si tratta di un monumento dedicato da Ottaviano Augusto alla Pace che viene considerata nella sua accezione divina. Inizialmente si trovava collocata in un Campo Marzio e serviva per poter celebrare le vittorie.
L'obiettivo principale dell'Ara Pacis Augustae è però quello vero e proprio, come prima ricordato, di celebrare la pace e la prosperità rappresentata dalla cosiddetta Pax Augusta. Fu il Senato che in data 4 luglio 13 a. C. decise di far innalzare un altare mirato a celebrare il ritorno dell'imperatore Augusto da un'opera di pacificazione nella Gallia meridionale e in Spagna che ebbe una durata di ben tre anni. Il monumento presenta un'entrata lungo la vecchia via Flaminia e l'altra invece verso il Campo Marzio.
Riscoperta e restauro dell'Ara Pacis
Essendo collocata nei pressi del fiume Tevere, l'Ara Pacis era stata esposta da subito a dei danni causati dall'umidità e dall'acqua a tal punto che alcune sue parti risultarono subito rotte oppure separate dalla costruzione principale. Dopo essere stata usata nell'epoca medievale come "cava di marmo", nel 1568 l'Ara Pacis Augustae fu riscoperta, ricostruita ed anche restaurata. Sempre in quell'anno furono anche rinvenuti alla luce degli altri frammenti dell'altare che però furono in parte portati nella celebre Galleria degli Uffizi ed in parte entrati a far parte della collezione di Lorenzo dè Medici. Nel 1859, in seguito a degli altri scavi, furono rinvenuti il rilievo di Enea ed anche la testa di Marte del rilievo del Lupercale. Fu l'archeologo tedesco Federico von Duhn che riconobbe nell'anno 1879 questi frammenti come parte integrante dell'Ara Pacis Augustae.
Iniziative di ricostruzione e celebrazione
Tra il 1918 e il 1921 il professor Oreste Mattirolo lanciò una grande iniziativa, ossia quella di unire insieme tutti i frammenti presenti nel mondo per ridare grande spolvero all'altare; quest'iniziativa destò un grande interesse da parte di Mussolini e anche da parte dell'opinione pubblica (l'intento di Mussolini era quello di ricostruire una delle più grandi opere portate avanti nella storia col fine di celebrare il primo grande duce della storia, ovvero l'imperatore Augusto. Mussolini, per darle la grande importanza che meritava, portò avanti a partire dall'anno 1932 anche una politica di demolizione degli edifici circostanti.
I lavori di riqualificazione e di ricostruzione dell'area circostante furono affidati all'architetto Ballio Morpurgo. Dopo la ripresa degli scavi nell'anno 1938 furono ricomposte tutte le principali parti mancanti dell'Ara Pacis. In data 23 settembre 1938 si assistette all'inaugurazione dell'Ara Pacis e della teca del Morpurgo. Con lo scoppio della guerra, nel 1940 si cercò in tutti i modi di porre in sicurezza l'altare proteggendolo con dei sacchi di sabbia.
In seguito a varie peripezie nel 2000 l'architetto Richard Meier decise di portare avanti i lavori di demolizione e di ristrutturazione dell'altare che si sarebbero dovuti completare nell'anno 2006. Altri lavori sono stati poi portati avanti anche nel corso degli anni successivi.
Decorazioni e simbolismo dell'altare
Le pareti dell’altare sono decorate con un bassorilievo raffigurante il conventus, ossia la processione, tenutasi il giorno della consacrazione dell’altare: ed i bassorilievi rimandano chiaramente al motivo processionale presente nel Partenone realizzato da Fidia. Possiamo riconoscere diversi personaggi della nobiltà romana tra cui spicca Augusto, al centro del rilievo, velato capite, ossia con il capo coperto da un sottile mantello. Inoltre è presente anche un altro bassorilievo raffigurante Tellus, la madre terra, simbolo della fecondità e del periodo di prosperità raggiunto con l’avvento di Augusto.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'Ara Pacis Augustae?
- Quando e perché fu costruita l'Ara Pacis?
- Quali sono stati i principali eventi legati alla riscoperta dell'Ara Pacis?
- Quali iniziative sono state intraprese per la ricostruzione dell'Ara Pacis?
- Quali decorazioni e simbolismi caratterizzano l'Ara Pacis?
L'Ara Pacis Augustae è un monumento dedicato da Ottaviano Augusto alla Pace, considerata in una sua accezione divina, e celebra la prosperità e la pace rappresentata dalla Pax Augusta, come evidenziato nel testo.
La costruzione dell'Ara Pacis iniziò nel 13 a.C. e si concluse nel 9 a.C., per celebrare il ritorno di Augusto da un'opera di pacificazione in Gallia e Spagna, come deciso dal Senato il 4 luglio 13 a.C.
L'Ara Pacis fu riscoperta nel 1568 dopo essere stata utilizzata come cava di marmo, e successivamente restaurata. Frammenti dell'altare furono rinvenuti e riconosciuti come parte integrante dell'opera dall'archeologo Federico von Duhn nel 1879.
Tra il 1918 e il 1921, il professor Oreste Mattirolo avviò un'iniziativa per unire i frammenti dell'Ara Pacis, suscitando l'interesse di Mussolini, che avviò lavori di riqualificazione e demolizione degli edifici circostanti a partire dal 1932.
Le pareti dell'Ara Pacis sono decorate con bassorilievi che rappresentano una processione e personaggi della nobiltà romana, tra cui Augusto. Un altro rilievo raffigura Tellus, simbolo della fertilità e della prosperità raggiunta con Augusto, come descritto nel testo.