La casa romana

La domus era riservata ai ceti più ricchi. La porta che dava sulla strada immetteva nel vestibulum e poi nelle fauces, il corto corridoio che conduceva all'atrium centrale, dove si mangiava durante l'inverno e si tesseva; il compluvium era la sua copertura costituita da falde sporgenti inclinate ciò permetteva di raccogliere l'acqua piovana in una vasca: impluvium.
Attorno all'atrio si aprivano i cubicola, le camere da letto. Di fronte alle fauces vi era il tablinum, usato per i pranzi rstivi, affiancato dalle alae, 2 aree di servizio. Al di là del tablinum doveva esserci l'hortus, un giardino interno o il peristylium, giardino destinato al passaggio. Attorno a questo si apriva il triclinium, sala da pranzo e altri ambienti domestici.

La maggior parte della popolazione abitava nelle insule, edifici in condominio con poche stanze in muratura con piccoli cortili interni e botteghe al pian terreno. A volte l'altezza e la precarietà della costruzione portavano a crolli o incendi. I vari fabbricati erano costruiti addossati l'uno sull'altro.
Il più smisurato è la domus aurea costruita per Nerone - è un insieme di circa 150 ambienti in cui a un organizzazione tradizionale ne segue una del tutto innovativa uniti da un cortile poligonale.
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