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Concetti Chiave

  • Libanio critica Costantinopoli per la sua espansione a scapito delle città orientali, sostenendo che distrugge le istituzioni locali.
  • Temistio, invece, adotta un approccio pragmatico e accetta l'incarico di senatore per migliorare la situazione nel nuovo contesto politico.
  • Le critiche alla composizione del senato evidenziano l'inadeguatezza di membri poco qualificati, incapaci di esprimersi correttamente in latino e greco.
  • Gerolamo, con la sua frase, riflette la polemica intellettuale greca contro Costantinopoli e il suo potere, influenzato dagli scritti di Libanio e Temistio.
  • La situazione politica è segnata da tensioni tra le aspirazioni intellettuali e la realtà della governance sotto Costantino e i suoi successori.

Conflitto tra Libanio e Temistio

Libanio, un professore universitario che aveva rapporti in tutto il mondo grazie ai suoi numerosissimi studi, sostiene che Costantinopoli distrugge tutto l’Oriente, tutte le istituzioni che in essa si stanno formando sono fatte a scapito delle città orientali perché da esse attinge gli uomini; Temistio, invece, dimostra di capire meglio i tempi e anziché scalpitare tanto accetta l’andazzo: tanto vale, a suo avviso, partecipare alla nuova situazione per cercare di renderla meno pesante possibile, perciò accetta l’incarico di senatore sotto Costanzo II con il fine di rendere il senato di Costantinopoli eguale a quello di Roma, cioè di 2000 membri.

Critiche alla composizione del senato

Tuttavia, come accusato da Libanio, un così vasto consiglio di rappresentanza è composto dall’umanità disponibile in Oriente: «un salsicciaio di Creta», gentaglia, tecnici che stanno acquistando un potere enorme per il solo motivo che sanno stenografare, mentre non sanno nemmeno parlare il greco correttamente e «riempiono tutto di errori»; essi non possono assurgere bene a questo incarico, dovrebbero conoscere il latino siccome l’imperatore legifera in latino, mentre non conoscono nemmeno il greco.

Gerolamo e la polemica intellettuale

La frase di Gerolamo, scritta intorno al 380-390, ha dietro tutto uno spessore di polemica del mondo intellettuale greco contro Costantinopoli, mentre probabilmente non c’entra nulla con il provvedimento di Costantino: egli conosce le opere di Libanio e di Temistio, in quanto legge moltissimo e forse si è votato all’ascetismo proprio per questo, di conseguenza dietro a questa frase c’è con molta probabilità la polemica di Libanio a Costantinopoli.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la posizione di Libanio riguardo a Costantinopoli e il suo impatto sull'Oriente?
  2. Libanio critica Costantinopoli, sostenendo che distrugge le istituzioni orientali attingendo uomini da esse, danneggiando così le città orientali (testo).

  3. Come si differenzia l'approccio di Temistio rispetto a quello di Libanio?
  4. Temistio accetta la nuova situazione e decide di partecipare attivamente, diventando senatore sotto Costanzo II, con l'intento di rendere il senato di Costantinopoli simile a quello di Roma (testo).

  5. Quali critiche vengono mosse alla composizione del senato di Costantinopoli?
  6. Libanio accusa il senato di essere composto da individui poco qualificati, come tecnici incapaci di parlare correttamente il greco e privi delle competenze necessarie per il loro ruolo, evidenziando la mancanza di conoscenza del latino, lingua in cui l'imperatore legifera (testo).

Domande e risposte

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