pexolo di pexolo
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Vita Constantini – Temistio

Libanio, un professore universitario che aveva rapporti in tutto il mondo grazie ai suoi numerosissimi studi, sostiene che Costantinopoli distrugge tutto l’Oriente, tutte le istituzioni che in essa si stanno formando sono fatte a scapito delle città orientali perché da esse attinge gli uomini; Temistio, invece, dimostra di capire meglio i tempi e anziché scalpitare tanto accetta l’andazzo: tanto vale, a suo avviso, partecipare alla nuova situazione per cercare di renderla meno pesante possibile, perciò accetta l’incarico di senatore sotto Costanzo II con il fine di rendere il senato di Costantinopoli eguale a quello di Roma, cioè di 2000 membri. Tuttavia, come accusato da Libanio, un così vasto consiglio di rappresentanza è composto dall’umanità disponibile in Oriente: «un salsicciaio di Creta», gentaglia, tecnici che stanno acquistando un potere enorme per il solo motivo che sanno stenografare, mentre non sanno nemmeno parlare il greco correttamente e «riempiono tutto di errori»; essi non possono assurgere bene a questo incarico, dovrebbero conoscere il latino siccome l’imperatore legifera in latino, mentre non conoscono nemmeno il greco. La frase di Gerolamo, scritta intorno al 380-390, ha dietro tutto uno spessore di polemica del mondo intellettuale greco contro Costantinopoli, mentre probabilmente non c’entra nulla con il provvedimento di Costantino: egli conosce le opere di Libanio e di Temistio, in quanto legge moltissimo e forse si è votato all’ascetismo proprio per questo, di conseguenza dietro a questa frase c’è con molta probabilità la polemica di Libanio a Costantinopoli.
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