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Concetti Chiave

  • Costantino non ordinò la distruzione sistematica dei templi pagani, contrariamente a quanto riportato da Eusebio.
  • Le spoliazioni di templi furono limitate e spesso mal interpretate come azioni antipagane dai cronisti cristiani.
  • Costantino promosse la costruzione di nuovi templi nelle città rifondate e tutelò gli antichi edifici dedicati agli dei.
  • Il racconto di Eusebio è considerato poco affidabile e presenta omissioni riguardo al rapporto di Costantino con giudei e cristiani.
  • Costantino confermò privilegi ai capi delle sinagoghe, suggerendo una sua politica più equilibrata verso le comunità religiose.

Indice

  1. Costantino e i templi pagani
  2. Costantino e le comunità religiose
  3. Eusebio e le leggi costantiniane

Costantino e i templi pagani

Lungi dal comportarsi come Eusebio racconta, anche quando ebbe sotto il suo dominio tutto l’Oriente, Costantino non ordinò alcuna distruzione sistematica di templi e le ‘spoliazioni’, limitate ad alcuni sistemi templari a Costantinopoli e in provincia, furono interpretate come azione antipagana da Eusebio (e dagli scrittori cristiani, che in seguito utilizzarono la Vita Constantini) in virtù dell’idea che appropriarsi dei beni dei templi ne costituisse una violazione.

Costantino e le comunità religiose

Nelle città rifondate con il suo nome, o di singoli membri della nuova domus divina, l’imperatore lasciò che venissero elevati di nuovi templi e oltre a ciò, a Costantinopoli come a Roma, non mancò di tutelare gli antichi edifici votati agli dei e il loro corpo sacerdotale.

Eusebio e le leggi costantiniane

Il racconto eusebiano, del resto, è poco affidabile e pieno di omissioni anche per quanto riguarda il comportamento di Costantino verso giudei e cristiani di Costantinopoli. Nel primo caso, si è affermato recentemente che le principali costituzioni costantiniane relative agli Ebrei (quasi tutte emanate dall’oriente) «confermano quanto Eusebio riferisce sullo stesso argomento nella sua Vita Constantini (v.C. IV 27)». In realtà, il passo eusebiano relativo alla liberazione degli schiavi cristiani circoncisi da un proprietario giudeo troverebbe riscontro nella produzione legislativa costantiniana solo se si considerasse emanata da Costantino una costituzione attribuita a Costanzo II . Per il resto, l’ostilità verso i Giudei, che Eusebio volentieri accredita all’imperatore cristiano, dovrebbe essere valutata con circospezione, tenendo conto dei privilegi ai capi delle sinagoghe, che Costantino confermò in varie occasioni. Anche in questo caso, un esame dell’edilizia sinagogale tra il III-IV secolo potrebbe offrire riscontri interessanti.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il comportamento di Costantino nei confronti dei templi pagani?
  2. Costantino non ordinò la distruzione sistematica dei templi pagani, e le spoliazioni furono limitate e interpretate come antipagane da Eusebio, nonostante l'imperatore tutelasse anche gli antichi edifici votati agli dei (testo).

  3. Come si comportò Costantino nei confronti delle comunità religiose?
  4. Costantino permise l'erezione di nuovi templi nelle città a lui dedicate e garantì la protezione degli antichi edifici e dei loro sacerdoti, dimostrando una certa tolleranza religiosa (testo).

  5. Qual è l'affidabilità del racconto di Eusebio riguardo a Costantino?
  6. Il racconto di Eusebio è considerato poco affidabile e pieno di omissioni, specialmente riguardo al trattamento di giudei e cristiani, e le leggi costantiniane mostrano una certa benevolenza verso i capi delle sinagoghe, contrariamente a quanto sostenuto da Eusebio (testo).

Domande e risposte

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