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L’ultimo grande imperatore romano: Costantino


Costantino sale al trono nel 306 e succede a Diocleziano, dopo un sanguinoso periodo di lotte fra rivali per la successione.
Il suo governo è caratterizzato dall’intervento in due ambiti:
• il rapporto col Cristianesimo
• l’organizzazione dell’impero, obiettivo quest’ultimo, in cui il suo predecessore Diocleziano aveva fallito.
Costantino si rende conto che il Cristianesimo è molto diffuso e forte, soprattutto fra le classi sociali più ricche. Per questo, pensa che esso potrà servire per mantenere più unito l’impero che, quindi, sarà più facile da governare. In tale ottica, nel 313 promulga l’Editto di Milano con il quale si decreta che tutte le religioni possono essere professate liberamente, concede ai cristiani la libertà di culto e dopo essersi convertito egli stesso alla nuova religione, fsavorisce il loro inserimento nell’esercito e all’interno dell’appsarato burocratico. Di conseguenza 1) vengono dati incarichi politici al clero 2) Il clero è esonerato dal pagamento delle tasse; con questo provvedimento riconosceva che la Chiesa meritava dei privilegi in quanto ricopriva una funzione fondamentale a vantaggio dell’Impero. 3) Il clero può essere giudicato solo da un Tribunale ecclesiastico e non di Stato
Tuttavia, è evidente che Costantino appoggia il Cristianesimo non per convinzione religiosa, ma per calcolo politico; infatti, nella convinzione che il Cristianesimo possa essere un potente alleato, si adopera affinché il Cristianesimo sia unito. Addirittura nel 325 si fa promotore del Concilio di Nicea con cui viene condannata l’eresia di Ario (= arianesimo che Sosteneva la sostanziale inferiorità della natura divina di Gesù Cristo rispetto a quella del Padre).
Per quanto riguarda la nuova organizzazione dell’Impero, egli abolisce la tetrarchia, sposta la capitale in oriente, scegliendo Bisanzio che chiama Costantinopoli e che rende simile a Roma. A partire da questo momento, l’Impero d’Occidente e l’ Impero d’Oriente seguiranno vie e destini diversi.
Alla morte di Costantino riprendono le lotte per diventare imperatore. Due sono i successori: Costanzo II e Giuliano.
Giuliano cerca di ridare importanza ai nobili che erano rimasti pagani, ma inutilmente.
Ancora una volta, Per poter difendere meglio i confini dell’Impero dagli attacchi dei Germani che diventavano sempre più forti e numerosi, l’Impero viene diviso in due parti:
• la parte occidentale con Valentiniano
• la parte orientale a Valente

Costantino è stato l’ultimo grande imperatore di Roma perché è riuscito a modulare il suo governo in funzione delle nuove problematiche emergenti: ha rafforzato l’esercito mantenendolo sotto il controllo imperiale, ha creato una nuova classe dirigente che potesse sostenere la monarchia ed ha eliminato i conflitti religiosi e culturali che dividevano i suoi sudditi.

Alla sua morte, per trent’anno l’Impero resto nelle mani della sua famiglia. Col tempo Costantinopoli acquistò sempre maggiore importanza politica a scapito di Roma. Un suo successore, Giuliano l’Apostata = il disertore) abbandonò il Cristianesimo e scelse la religione pagana perché era del parere che la nuova religione avesse corrotto le antiche virtù civili. Morto dopo soli due anni di regno, i suoi successori abolirono le sue leggi anti-cristiane e il Cristianesimo diventò di nuovo religione di stato.

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