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Le terme romane: struttura e funzionamento

Nelle colossali terme romane che accoglievano contemporaneamente migliaia di persone, si trovavano all’interno dei veri e propri ristoranti, delle botteghe di tonsori – gli odierni barbieri – profumieri e speziali. Vi erano inoltre giardini con fiori e fontane, portici per passeggiare, biblioteche e saloni per riunioni. Anche i servizi erano organizzati con criteri veramente grandiosi: nel sottosuolo delle imponenti terme di Caracalla, a Roma, gli scavi hanno portato alla luce un’intera rete di corridoi, ampi a sufficienza per il passaggi di due carri affiancati, con appositi spazi per il giro dei veicoli; questi convogli sotterranei, attraverso botole che si aprivano nel pavimento delle terme, venivano caricati della biancheria usata da portare alla lavatura e rifornivano lo stabilimento termale della biancheria pulita, degli attrezzi necessari alla pulizia e del legname per il riscaldamento, senza che queste merci dovessero passare attraverso le lussuose ed affollate sale superiori. Gli ambienti che componevano le terme erano numerosi. Si distingueva:
1) L’ingresso principale, che permetteva di accedere alla sezione maschile dei bagni
2) L’ apopdyterium, cioè l’insieme dei locali adibiti a spogliatoi. Gli indumenti venivano riposti in appositi vani ad altezza d’uomo, ma poiché non viera alcuna chiusura, occorreva sempre lasciare uno schiavo a guardia.
3) Lo sphaeristerium, cioè la palestra dove i frequentatori delle terme si esercitavano alla lotta dopo essersi unti di olio o di cera oppure allo scherma, con delle grosse spade di legno oppure ci si divertiva con la palla giocando al “trigon” o all’ “arpastum”
4) Alcune sale di riunione per i giocatori. Negli edifici termali più vasti persistevano anche dei piccoli locali molto riscaldati detti “sudatoria” nei quali, dopo gli esercizi fisici, si veniva ad attivare ancor di più la traspirazione del corpo.
5) Il caldarium, cioè il locale principale delle terme, molto vasto e pieno di luce in cui gli ospiti si radunavano dopo gli esercizi ginnici per ungersi, lavarsi e asciugarsi. Per ungersi si usava noi oli speciali; dopodiché, ci si detergeva il corpo, usando ferri arcuati, chiamati “strigili”; per questa operazione, di solito, i frequentatori delle terme si facevano aiutare da schiavi o da appositi inservienti, a pagamento. Nel calidarium delle grandi terne esisteva anche una vasca per nuotare anch’essa dotata di acqua molto calda.
6) Il tepidarum. In questo locale, la cui temperatura era tiepida, i bagnanti che uscivano dal calidarum, sostavano per graduare il passaggio di temperatura prima di passare in un ambiente freddo
7) Frigidarium. Col corpo riscaldato e i pori della pelle dilatati dal bagno caldo, il bagnante si tuffava nell’acqua fredda della piscina del frigidarium. L’effetto salutare di tale pratica termale consisteva proprio nella vigorosa reazione circolatoria causata da questa alternanza di bagni caldi e freddi.
8) Ingresso riservato alla sezione femminile, collocato dalla parte opposta all’ingresso principale a cui si aggiungevano, nelle immediate vicinanze l’ apodyterium, il tedidarium e il calidarium femminile.
9) L’hypocausis. In questa stanza stavano gli schiavi che alimentavano il fuoco per il riscaldamento delle acque e dei locali. Sotto il pavimento dei vari locali esisteva uno spazio libero, alto circa 60 cm in cui venivano fatte ardere delle fascine che, attraverso il pavimento stesso, riscaldavano gli ambienti¸ il fuoco giungeva in questo modo anche sotto le diverse vasche che dovevano contenere acqua calda. L’aria calda formatasi in tale spazio vuoto, salendo dentro le tubazioni di terracotta sistemate sotto l’intonaco riscaldava anche le pareti per poi uscire dal tetto.
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