Ominide 11269 punti

I Magistrati romani


Le magistrature erano collegiali, temporanee ed elettive: il magistrato divideva, cioè, il suo potere con uno o più colleghi; dopo un certo tempo (di solito un anno) ritornava nella condizione di semplice cittadino; era investito del potere esecutivo (cioè al potere di dare pratica esecuzione alle leggi) in seguito ad elezioni da parte dei Comizi. I magistrati non erano retribuiti dallo Stato. I capi dello stato erano due consoli: comandavano l’esercito, convocavano il Senato e i Comizi, insomma, di poteri uguali a quello dei re. C’erano, tuttavia, due limitazioni fondamentali, tali da differenziare nettamente la figura giuridica dei consoli da quella dei re: i Consoli esercitavano il potere per un solo anno e non erano immediatamente rieleggibili; ciascuno dei due consoli poteva impedire l’attuazione pratica delle decisioni del collega, quando queste fossero da lui giudicate contrarie alla Costituzione repubblicana o agli interessi dello stato. I consoli godevano di grandi onori: davano il nome all’anno; erano preceduti da dodici littori che portavano sulle spalle delle fascie di verghe, simbolo del potere; indossavano la toga praetexta, cioè la toga listata di porpora. In caso di guerra uno dei due consoli assumeva il diretto comando dell’esercito, sostituiva la toga praetexta con il paludamentum (il manto rosso, simbolo della potestà militare) e, fuori dalla città di Roma, in mezzo alle verghe dei fasci faceva porre una scure, che simboleggiava il suo potere di vita e di morte sui soldati; l’altro console rimaneva, invece, in Roma per attendere la consueta attività.
Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove