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Roma - Senato repubblicano


Il Senato repubblicano è un organo di ex magistrati, il che ha delle conseguenze importanti sulla vita politica, sulla configurazione politico-ideologica dei vari magistrati, sul rapporto tra questi ed il Senato: è evidente che un magistrato (come ad esempio un questore) che entra per la prima volta in Senato difficilmente aveva la forza e la capacità (a meno che non sia uno scavezzacollo, come ce ne furono tanti) di contrastare le delibere prese dai suoi superiori; questo spiega il conservatorismo e l’immobilismo che è nemico del pragmatismo romano. Dall’altra parte, però, l’azione dei magistrati può essere evidente nell’arco di una magistratura, in particolar modo quando si giunge al livello più alto (pretore, console, lasciando da parte i Tribuni della plebe che per lungo periodo conservano il loro assetto rivoluzionario, potendo far approvare le delibere prese nei plebisciti, cioè in comizi riconosciuti da tutti ma frequentati da soli plebei); il Senato, proprio in quanto assemblea di ex magistrati, ha una struttura fortemente gerarchica: esso era organizzato gerarchicamente nel senso che fra tutti gli ex magistrati (consoli, censori, pretori, edili e questori), quelli di grado più alto erano gli ex censori. Questa gerarchia aveva il suo impatto al momento delle delibere, cioè nel momento di votare un decreto in un senatus consultum, che doveva sempre essere convocato da un magistrato di alto grado (console, censore o pretore), di solito era convocato dal console; il Senato poteva riunirsi non necessariamente nello stesso luogo, ma in un luogo “inaugurato”, cioè consacrato dagli augures, che con il loro lituo (bastone ricurvo) tracciavano sulla terra i limites del cielo (del Templum celeste) riproducendoli in terra e dunque consacrandola (Templum deriva dal greco tèmenos, “tagliare, limitare”): qualunque posto, quindi, era buono per riunire il Senato, purché fosse un Templum. La curia Hostilia era il luogo più antico e tradizionale dove si riuniva il Senato, ma questo avveniva spesso anche nei templi; esso poteva riunirsi, se convocato, anche nei dies infausti, mentre qualunque altra attività istituzionale e commerciale era vietata, così come di notte (in casi eccezionali come, ad esempio, dopo l’arrivo di corrieri che vengono da lontano e arrivano prima dell’alba). Il Senato si organizza gerarchicamente negli spalti della curia, mentre il console espone l’ordine del giorno, che è già stato reso noto a tutti i senatori nei giorni precedenti se la convocazione non è repentina; una volta esposto il tema, il Senato comincia a passare la parola in modo strettamente gerarchico a tutti i senatori.
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