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I sumeri e i babilonesi


In Mesopotamia si sviluppò una civiltà agricola complessa, che mise a punto delle tecniche idrauliche per
regolare le acque dei fiumi Tigri ed Eufrate per non soffrire più di allagamenti. La Mesopotamia era una terra aperta, molto soggetta alle invasioni di altri popoli: i primi a insediarsi nella zona furono i sumeri che fondarono delle città-stato indipendenti, nelle quali il principe-sacerdote aveva nelle sue mani tutto il potere politico, religioso ed economico. Nel III millennio a.C. però decisero di separare il potere religioso e quello politico e così iniziò una diversificazione sociale con vari classi sociali, per esempio funzionari, schiavi, scribi.
I sumeri avevano molte divinità antropomorfe e svilupparono la scrittura, infatti inventarono la scrittura cuneiforme.
Dopo varie conquiste ed invasioni nella zona, il re di Babilonia Hammurabi (XVIII secolo a.C.) riunificò il regno e così nacque la prima civiltà babilonese, fatta di prosperità, splendore e progresso tecnologico, infatti i Babilonesi portarono al massimo livello l’ingegneria idraulica mesopotamica, scavando grandi canali e costruendo acquedotti. Anche sul piano culturale e sociali i Babilonesi furono esperti, infatti Hammurabi è ricordato per il suo Codice di Leggi.
La civiltà dell’antico Egitto venne fondata nella valle del fiume Nilo. Infatti nella valle del fiume si depositava il limo, il fango prodotto dai residui che il Nilo aveva depositato durante gli allagamenti e che rendeva la terra fertile.
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