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Antico Egitto

In Egitto non si utilizzò come in altre società del tempo la schiavitù in modo sistematico; piuttosto in occasione della costruzione di grandi opere pubbliche, in particolare delle piramidi, venivano reclutati uomini liberi che poi erano trattati come schiavi.
Nell'Antico Egitto prosperò l'agricoltura, legata in particolare alla fertilità delle zone vicino al Nilo, il grande fiume che percorre il Paese da sud a nord. L'agricoltura si basava principalmente sulla coltivazione del lino e cereali, dalla quale si ricavavano due raccolti: il principale avveniva alla dine dell'inverno e l'altro, meno abbondante, in estate.
Il Nilo garantiva la fertilità dei terreni attraverso le piene primaverili. Ogni anno, nel mese di maggio il fiume, gonfiato dalle piogge equatoriali, straripava e le esondazioni depositavano sui terreni alluvionati uno strato di limo che rendeva fertile il suolo, il quale diversamente sarebbe inaridito come il deserto circostante.

Il Nilo inoltre era una fonte d'acqua irrigua costantemente disponibile, tanto che gli Egizi costruirono una rete di canali e dighe allo scopo di irrigazione le zone adiacenti al corso d'acqua per favorire una maggiore produzione agricola.
In virtù della straordinaria capacità produttiva di cereali,l'Egitto era conosciuto nel mondo antico come il "granaio del mondo". Nell'antico Egitto, oltre al'agricoltura, proposero il commercio: grazie alla posizione geografica tra Mediterraneo, Vicino Oriente e Africa interna, lo Stato egizio intrecciò con i popoli vicini una fitta rete di scambi. Dato che il paese era praticamente privo di materie prime si importavano legno, metalli, oro e resine e si esportavano prodotti agricoli e monili. I traffici erano fondati sul baratto, ovvero lo scambio diretto di beni, dato che non era ancora stata inventata la moneta.

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