Concetti Chiave
- Romolo, primo re di Roma, stabilì un calendario di 10 mesi nel 753 a.C., con inizio a Marzo e un totale di 304 giorni.
- Numa Pompilio riformò il calendario, aggiungendo Gennaio e Febbraio, e portando il totale a 355 giorni, posizionandoli all'inizio dell'anno.
- Il calendario giuliano, introdotto da Giulio Cesare nel 45 a.C., fissò l'anno a 365 giorni e rimase in uso per 1600 anni fino all'introduzione del calendario gregoriano.
- I nomi dei mesi romani derivano da divinità e significati, come Gennaio da Giano e Marzo da Marte, riflettendo festività e caratteristiche mensili.
- La struttura del calendario romano si basava su tre date fondamentali: kalendae, None e Idi, e distingueva tra giorni fasti e nefasti per le attività.
Indice
Quali sono le origini del calendario romano?
Secondo la tradizone antica il primo a determinare l'anno con regole fisse fu Romolo, primo re di Roma (753 a.C.). Egli divise l'anno in 10 mesi che complessivamente comprendevano 304 giorni. L'anno incominciava a Marzo in concomitanza con l'inizio della primavera e delle operazioni di guerra.
Riforme di Numa Pompilio
Successivamente Numa Pompilio riformò per primo questo calendario e aggiunse due mesi: Gennaio e Febbraio che però non vennero inseriti alla fine ma all'inizio con un totale di 355 giorni.
Evoluzione del calendario giuliano
Questo calendario durò a lungo per oltre 6-7 secoli, infatti per avere una nuova riforma del calendario bisogna aspettare Giulio Cesare che nel 45 a.C. fissò l'anno a 365 giorni. Questo calendario detto Giuliano si rilevò uno strumento quasi preciso per il calcolo del tempo, tanto che durò 1600 anni, fino a quando papa Gregorio XIII nel 1581 introdusse il calendario gregoriano che è quello ancora oggi in vigore.
Etimologia dei mesi
Inoltre ogni mese dell'anno aveva una sua etimologia:
Gennaio: dal dio Giano, il dio delle porte e quindi degli inizi.
Febbraio: dal verbo purificare perchè era un mese dedicato alla purificazione.
Marzo: dal dio Marte, dio della guerra e dell'agricoltura, originariamente era il 1° mese dell'anno.
Aprile: dal verbo aprire perchè in qeusto mese si aprono le gemme.
Maggio: dalla dea Maia, antica divinità romana, considerata la dea della terra.
Giugno: dalla dea Giunione, moglie di Zeus, regina degli dei e massima divinità femminile.
Luglio: in onore di Giulio Cesare (iulius) originariamente era nominato "Quintinis" in quanto era il quinto mese dell'anno.
Agosto: in nore di Ottaviano Augusto, originariamente veniva chiamato sexstilis in quanto era il 6° mese dell'anno.
Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre: derivano rispettivamente dai numeri "sette,otto,nove,dieci" proprio perchè ai tempi di Romolo occupavano queste posizioni nel calendario latino.
Struttura del calendario romano
Inoltre i giorni del mese si riferivano a 3 date: le kalendae, le None, le Idi.
Le kalendae erano il 1° giorno di ogni mese, le None erano il 5° e il 7° dì a seconda dei mesi (30-29); le Idi il 13° e il 15° gorno. Le kalendae greche invece è un modo per dire "mai". Il calendario Romano era diviso in giorni fasti e nefasti (positivi e negativi). I giorni fasti erano i giorni in cui era permesso ogni attività mentre i giorni nefasti erano i giorni nei quali non si potevano svolgere alcuna attività.
Domande da interrogazione
- Chi fu il primo a stabilire un calendario con regole fisse a Roma?
- Quali modifiche apportò Numa Pompilio al calendario romano?
- Quando e da chi fu introdotto il calendario giuliano?
- Qual è la struttura fondamentale del calendario romano?
Il primo a determinare l'anno con regole fisse fu Romolo, il primo re di Roma, che nel 753 a.C. divise l'anno in 10 mesi per un totale di 304 giorni.
Numa Pompilio riformò il calendario aggiungendo due mesi, Gennaio e Febbraio, portando il totale a 355 giorni e posizionando questi mesi all'inizio dell'anno.
Il calendario giuliano fu introdotto da Giulio Cesare nel 45 a.C., fissando l'anno a 365 giorni, e rimase in uso per 1600 anni fino all'introduzione del calendario gregoriano.
Il calendario romano si basava su tre date principali: le kalendae (1° giorno del mese), le None (5° o 7° giorno) e le Idi (13° o 15° giorno), e distingueva tra giorni fasti e nefasti per le attività consentite.