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Situazione politica dopo la sconfitta di Cassio e Bruto


In seguito alla vittoria contro Cassio e Bruto, sia Antonio che Ottaviano incrementò di molto la sua ricchezza, ma quest'ultimo dovete anche occuparsi di ricompensare i lor 180.000 veterani mediante delle terre. Non essendoci agro pubblico, cioè proprietà terriere in possesso del senato, non vi era possibilità per ripagare gli ex soldati. Vedendo ormai come i veterani insistevano sul loro ripagamento e non avendo alternative, Ottaviano decise di punire varie città, andando così a crearvi colonie e a fornire terre ai veterani. Queste punizioni illegali risolsero il problema principale, cioè quello dei veterani, ma ne provocarono un altro, cioè la miseria di tutti i cittadini che erano stati privati delle loro case e delle loro terre. Ciò provocò una violenta rivolta a Perugia di cui si videro protagonisti da un alto, i fedeli di Antonio e dall'altro i fedeli di Ottaviano. Prima che questa rivolta potesse portare altri danni irreversibili, Agrippa, un luogotenente di Ottaviano, riuscì a metter fine all'accaduto e a salvare tantissime vite, fra cui quella del fratello di Antonio.
In seguito a questi avvenimenti, i triumviri decisero di riunirsi per ridefinire gli accordi. Ciò avvenne a Brindisi nel 40 a.C.: Antonio ottenne le province orientali; Ottaviano, acquisì le province occidentali e l'Italia; mentre a Lepidò spettò l'Africa. Sembrasse che l'accordo favorisse tutti, ma in realtà Lepido era svantaggiato, Ottaviano possedeva un certo potere, Antonio era più ce avvantaggiato. Antonio oltre che a possedere le province orientali, possedeva anche l'Egitto, che in quel periodo era più fiorente che mai, e si era sposato con la sorella di Ottaviano. La presenza di un accordo sbilanciato a favore di Antonio, fu solo l'inizio della sua ascesa come personaggio politico più importante di Roma.
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