pexolo di pexolo
Ominide 10532 punti

Romanizzazione dell’Italia settentrionale


Tra la Seconda Guerra Punica e le guerre in Oriente Roma operò con una forza di reazione incredibile e continuò a dimostrarsi una macchina da guerra invincibile: aveva ormai tutta l’Italia Sicilia compresa e dunque non sembrava avesse più bisogno di guerre; esaminando la natura e la qualità della classe dirigente, la stessa che continuò a prendere iniziative militari e che ingrandì la struttura bellica romana, traspare che essa, oltre a preservare i propri interessi, aveva la volontà di arricchirsi a discapito di molti. Finiva così il periodo in cui era stata la paces a contraddistinguere la classe dirigente romana, che ora governava una potenza imperialistica: l’assoggettamento di altri popoli e delle classi più povere avrebbe senz’altro arricchito il proprio ceto, che diveniva sempre più chiuso ed autoreferenziale. Roma dovette prendere provvedimenti contro chi si fosse alleato con Annibale, cominciando con i Galli Boi ed Insubri: indubbiamente sollecitati da Annibale, essi erano ora mossi dalla speranza di poter cogliere Roma alla sprovvista, soprattutto dopo una campagna di 16 anni che aveva stremato l’Italia, dapprima ben organizzata e che aveva provocato un esponenziale aumento dei crimini; perciò, decisi a riconquistare la propria autonomia, i Galli cominciarono ad infastidire Roma. Il primo fronte aperto fu in Gallia Cispadana: nel 200 a.C. Piacenza, la colonia che aveva miracolosamente resistito all’attrazione di Annibale, venne presa e distrutta dai Galli; in 9 anni Roma mandò, anno dopo anno, diversi consoli e diversi eserciti puntando all’annientamento massiccio di tutti i Boi che avevano partecipato alle operazioni contro Piacenza e che ancora mostravano di non volersi sottomettere a Roma. Sterminare completamente il popolo che non accetta la fides romana divenne una tecnica molto utilizzata nei territori gallici, mentre in Grecia Roma, pur mostrandosi molto dura, adottò tutt’altro comportamento. Nei territori riconquistati di Boi ed Insubri Roma fondò le entità più redditizie economicamente, ovvero colonie latine: Bologna nel 189 a.C., Modena e Parma nel 183 a.C., Aquileia nel 181 a.C.; la velocità con cui furono fondate è legata, da un lato, alla grande ricchezza che queste avrebbero prodotto e, dall’altro, alla necessità di accontentare i cittadini romani sofferenti a causa della guerra (che diventavano grandi proprietari terrieri e potevano aspirare a ritornare cittadini romani). La pianura Padana era un’area strategica, in cui c’era la possibilità di produrre grande ricchezza: essa abbondava di grano, di viti e pertanto fu insediata di impianti cerealicoli; tutta la Gallia Cisalpina fu così romanizzata.
Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017