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Roma - Prima Guerra Illirica e Conquista dell’Italia settentrionale


Prima Guerra Illirica (229-219 a.C.)

Tra le due guerre Roma decise di intervenire contro la pirateria illirica: la costa dalmatica (croata) era abitata da un popolo di origine indoeuropea che esercitava la pirateria protetto dall’ambiente naturale del luogo (un dedalo di isole e di insenature). Tale intervento si spiega perché, costruita la flotta a sud dell’Italia e impossessatasi di Taranto, Roma era ormai interessata non più soltanto ai commerci nel Tirreno e con Cartagine, ma anche con il mondo greco e con la costa baltica: perciò i pirati, temibili poiché al servizio di una grande potenza, erano un problema considerevole.

Conquista dell’Italia settentrionale

Nel 225-224 a.C. Roma conduce una campagna contro i Galli Boi ed Insubri stanziati a ridosso della pianura Padana: varcati gli Appennini, essi avevano invaso l’Etruria e si erano spinti fino a Chiusi; questa volta non ci fu però un secondo dies Alliensis: Roma approdò a Talamone (sulla costa dell’Etruria, quasi di fronte all’Elba) con un contingente navale proveniente sia dalla Sardegna che da Pisa, mentre da Roma un esercito più lento arrivava alle spalle di Boi ed Insubri. I Galli furono letteralmente sterminati e a quel punto Roma, passando all’iniziativa, sottomise in un anno (224) tutto il territorio della Gallia cispadana a sud del Po. Questa campagna determinò lo sterminio di molti popoli, che difficilmente si sottomettevano spontaneamente, e la conquista di in un territorio ricchissimo e pianeggiante che permise la creazione di numerose ville rustiche (impianti ricchissimi di vino) attraverso la fondazione di due colonie, Piacenza e Cremona; esse dovevano controllare il corso medio del Po, ma anche e soprattutto sfruttare il ricchissimo terreno reso fertile dai sedimenti del Po. Nel 209 a.C. vennero costruite la Cispadana, Flaminia (che da Roma arrivava sino a Rimini) e l’Aurelia (che seguiva tutta la costa tirrenica fino a Pisa); dunque Roma non solo aveva conquistato e organizzato in maniera ottimale tutt’Italia, ma la controllava in modo totalmente diversificato: tutta l’Italia avrebbe prodotto soldati e fides in caso di guerra.
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