Concetti Chiave
- Il termine "tutela" deriva da "tueor", significando "protezione", e riflette la struttura patriarcale della società romana.
- Le donne romane erano sotto la tutela di un "tutor", generalmente un uomo della famiglia, per tutta la vita, limitando così la loro autonomia.
- Le Vestali rappresentavano una rara eccezione, essendo le uniche donne non soggette all'autorità paterna, ma sotto la vigilanza del Pontifex Maximus.
- Donne come Lucrezia, Veturia e Arria si distinsero per il loro coraggio, ma le loro azioni erano spesso in linea con le aspettative maschili della loro epoca.
- La condizione delle donne romane evidenzia un sistema che le vedeva come proprietà della famiglia, privandole di diritti politici e individuali.
Origine e significato di tutela
Il sostantivo “tutela” ha la stessa radice di “tueor” che significa “io proteggo” quindi “tutela” significa “protezione”.
Anticamente, , nella società romana il capo era l’uomo, inteso come padrone di casa e soprattutto “pater familias” in cui il termine “familias” comprende non solo coloro che sono legati da vincoli familiari, ma anche tutta la servitù, composta dai “famuli”.La donna era esclusa dai diritti politici: non poteva votare, eleggere, farsi eleggere e quindi nemmeno intraprendere il “cursus honorum”, cioè la carriera politica. Essa necessitava continuamente di un “tutor”, cioè di un uomo che esercitasse la tutela sulla sua persona e che desse il suo consenso, soprattutto per sposarsi, per fare testamento o per accettare un’eredità. Generalmente il “tutor” era il padre, poi il marito ed in caso di morte di quest’ultimo subentrava nella funzione il parente maschio di legame più stretto. Pertanto per tutta la vita, le donne erano sottoposte a tutela a causa della sua superficialità, come si diceva in latino “propter levitatem animi”.
La donna non aveva un nome proprio, ma prendeva quello della “gens” a cui apparteneva, trasformato al femminile. E anche questo particolare ci dimostra come la donna, in fin dei conti era una “proprietà della famiglia”.
Esempi di donne romane coraggiose
La storia si fornisce esempi di donne romane che si sono illustrate per il loro coraggio e per le loro virtù che tuttavia sono sempre proiettate nell’ambito delle aspettative maschili. E’ il caso di Lucrezia, di Veturisa e di Arria.
Lucrezia è la matrona che, violentata da Sesto Tarquinio preferisce non sopravvivere alla vergogna subita e preferisce darsi la morte
Veturia, moglie di Coriolano viene considerata “forte” perché capace di anteporre l’amore per la patria a quello del figlio
Arria è l’esempio di donna che si dedica al marito e che vive nella sua ombra a tal punto da scegliere di non informarlo della morte del figlio facendogli credere che esso sia ancora in vita.
Le vestali e la loro condizione
Le Vestali erano le uniche donne che non erano per legge sottoposte all’autorità paterna: esse potevano fare testamento senza l’autorizzazione di un tutor. Scelte in un’età compresa fra sei e dieci anni, esse erano le sacerdotesse della dea Vesta, dea del focolare domestico e vivevano in uno stato di consacrazione per trenta anni, col compito di mantenere sempre vivo il fuoco sacro. Comunque, in realtà la vestale passava dalla tutela del “pater familias” a quella del Pontifex Maximus, la suprema autorità religiosa che vigilava sulla verginità delle vestali. In caso di trasgressione agli impegni presi, la donna veniva condannata a morte e fatta seppellire viva.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine etimologica del termine "tutela"?
- Qual era la condizione delle donne nella società romana riguardo alla tutela?
- Chi erano le Vestali e quale era la loro particolare condizione?
- Quali esempi di donne romane coraggiose vengono citati nel testo?
Il termine "tutela" deriva dalla radice "tueor", che significa "io proteggo", e quindi si traduce come "protezione".
Nella società romana, le donne erano escluse dai diritti politici e necessitavano di un "tutor" maschio per prendere decisioni importanti, come sposarsi o fare testamento, rimanendo così sotto tutela per tutta la vita.
Le Vestali erano le uniche donne non sottoposte all'autorità paterna e potevano fare testamento senza un tutor. Tuttavia, erano sotto la tutela del Pontifex Maximus e dovevano mantenere la verginità, con severe punizioni in caso di trasgressione.
Il testo menziona Lucrezia, che si suicida dopo essere stata violentata; Veturia, che antepone l'amore per la patria a quello per il figlio; e Arria, che vive nell'ombra del marito e nasconde la morte del figlio per proteggerlo.