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Le tecniche d'insegnamento nella Roma antica

Durante l'epoca romana la didattica era basata sulla ripetitività, ogni disciplina richiedeva l’uso della memoria. L’arte della memoria o mnemotecnica era nata in Grecia, attribuita per tradizione al poeta Simonide. Questa tecnica continuò nel corso del Medioevo e prese vigore durante il Rinascimento. La didattica romana era caratterizzata dall’incentivo allo studio tramite la verga (bacchetta lunga e sottile). Gli alunni di un tempo non erano molto diversi da quelli di oggi. Le commedie di Plauto e Terenzio abbondano di scene in cui gli alunni infliggono scherzi pesanti e botte in testa ai loro maestri. Le pareti della scuola venivano imbrattate di messaggi e disegnini. Si trovano moltissimi graffiti risalenti all’epoca romana che va dal I al V secolo d.C., perché questo è un periodo di cultura diffusa in tutti gli strati della società. I primi graffiti in lingua latina conosciuti sono quelli di Ercolano e Pompei, fatti sull’intonaco delle taverne o per strada. Dal III secolo in poi i graffiti si trovano maggiormente in luoghi di culto e hanno contenuto religioso. Scompaiono dal VI al X secolo a causa del minor numero di scuole esistenti e di persone in grado di scrivere. Ricompaiono numerosi dall’XI al XV secolo, segno del risorgere della cultura.

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