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Tarquinio il Superbo (534-510)


Livio connota Tarquinio il Superbo con tutte le caratteristiche relative del týrannos greco: sotto di lui Roma avrebbe instaurato una forma di egemonia nei confronti di quei popoli che si trovavano nelle vicinanze di Roma e che erano riuniti nella Lega Latina. I dati archeologici confermano il fatto che Roma avesse instaurato il proprio potere su molte località nel raggio di 20-90 km durante il periodo finale della monarchia etrusca.

Società aperta

Roma creò istituzioni aperte ed accoglienti, mostrandosi in grado di assimilare il diverso e di farne motivo di sviluppo e di crescita; infatti, quando essa annetteva altri popoli (Etruschi, Umbri, Sanniti, Cartaginesi, Greci, Africani, etc.) non ne distruggeva il sostrato culturale. D’altro canto, però, con i popoli che si rifiutavano di darsi in fidem Roma agì incorporato ed annullando i loro diritti. La civiltà Roma, basata più sulla fides che sul sangue e sull’origine, fu l’unica civiltà al mondo che consentiva agli schiavi di diventare uomini liberi; i liberti, infatti, erano una categoria sociale costituita da ex schiavi manomessi, liberati cioè dal proprio stato di dipendenza. Questo era possibile attraverso due criteri: si doveva anzitutto dimostrare di poter essere cittadini, quindi si doveva provvedere al pagamento del peculium. Due erano dunque i criteri adottati: il rispetto della legalità, delle istituzioni date da Roma (quindi della fides) e il possesso di un censo sufficiente.

Praetor urbanus

Infastidito che anche un plebeo potesse ricoprire il consolato, nel 367 a.C. il gruppo patrizio istituì il praetor urbanus, che toglieva ai consoli l’amministrazione della giustizia in città.

Censori

Nel 443 a.C. furono istituiti due censori (dapprima solo patrizi), eletti ogni cinque anni essi erano pertanto gli unici magistrati a non essere eletti annualmente: in diciotto mesi dovevano censire tutta la popolazione, cioè rivedere l’appartenenza alle liste di censo dei vari cittadini; alla fine dei cinque anni, quando una nuova coppia di censori stava per essere eletta, si purificava la città attraverso la cerimonia del Lustrum (da luo, “purifico, purificazione”, termine che poi indicherà un quinquennio).
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