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DALLA MONARCHIA ALLA REPUBBLICA

La cacciata da Roma dei re etruschi e il passaggio dal regime monarchico a quello repubblicano fu determinato dalla violenza commessa da Sesto Tarquinio (figlio del re Tarquinio il Superbo) a Lucrezia moglie di Tarquinio Collatino.
Durante una della tante cene fra aristocratici Collatino prese a parlare delle virtù delle proprie mogli convinto che nessuna potesse superare la sua Lucrezia. Per confermare ciò, propose di prendere i cavalli e andare a guardare cosa stavano facendo le proprie mogli in loro assenza. Mentre le altre banchettavano allegramente, Lucrezia circondata dalle ancelle filava la lana. Sesto Tarquinio rimase colpito dalla sua bellezza e qualche giorno dopo andò a casa sua per sedurla ma senza riuscirci. Allora la minacciò dicendole che l'avrebbe uccisa e avrebbe fatto trovare vicino al suo corpo un servo sgozzato per fare pensare che erano stati uccisi perché avevano commesso un adulterio. A questo punto Lucrezia cedette. Dopo chiamò il marito e il padre, raccontò l'accaduto e si infilzò un coltello nel petto. Così Lucio Giunio Bruto, insieme a Collatino e al padre giurarono di cacciare Tarquinio e di non tollerare mai più che Roma fosse governata da un re.

Quando il popolo venne a conoscenza dell'accaduto, la sorte dei re fu segnata: gli etruschi furono scacciati e il comando fu assegnato a due consoli : Lucio Giunio Bruto e Lucio Tarquinio Collatino. Attorno al 509 a. C la magistratura unica e vitalizia del re fu sostituita da quella collegiale dei consoli.
Così ci fu l'introduzione di una nuova forma di politica: il consolato. Il potere passò nelle mani dei patrizi (aristocratici e proprietari terrieri), il re fu sostituito da due membri eletti annualmente : i consoli. I consoli avevano diritto di veto cioè il potere di bloccare una decisione presa dal collega.
Dal punto di vista archeologico mentre durante il periodo monarchico furono compiuti grandi lavori edilizi, dopo ci fu un immiserimento.
Roma dovette misurarsi con tre gravi problemi: la controffensiva degli etruschi, le rivalità con le altre città latine e le guerre con i popoli appenninici (Roma uscì vincitrice).
I Tarquini presero d'assedio Roma con l'aiuto del re dei chiusi: Porsenna, ma furono costretti a ritirarsi in seguito alle gesta di eroi ed eroine quali Orazio Coclite, Muzio Scevola e Clelia. Dopo essere stato sconfitto Porsenna fu costretto a lasciare la regione e dare a Roma la libertà

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