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Da Diocleziano a Costantino

• La crisi del 3 secolo
Dopo la morte di Alessandro Severo (235 d.C.), iniziò nell’impero un lungo periodo di crisi economica e politica e aumentarono sempre di più gli attacchi dei barbari al confine. L’esercito, divenuto sempre più forte, condizionò la nomina dell’imperatore finché le rivalità interne degli eserciti non portarono ad un periodo di crisi noto come anarchia militare (235-284 d.C.). In questo periodo l’impero si frammentò e alcune provincie, comandate dagli eserciti, divennero regni autonomi. Gli unici che riuscirono a ristabilire l’unità dell’impero e a fermare i barbari furono Claudio il Gotico e Aureliano, che si accorsero che l’impero attraversava una profonda crisi economica, politica e sociale.
• L’età di Diocleziano
Il periodo di crisi fu superato quando l’esercito nominò imperatore Diocleziano (284 d.C.), che sconfisse i barbari e migliorò il sistema burocratico di governo dell’impero. Il potere fu affidato a due Augusti assistiti da due Cesari, che successivamente avrebbero preso il posto degli Augusti e avrebbero scelto altri Cesari per far continuare questo sistema politico chiamato “tetrarchia” (governo di quattro) che purtroppo, a causa di numerosi conflitti interni, non ebbe lunga vita. Diocleziano, inoltre, inserì una nuova tassa chiamata “annona” che insieme ad altre riforme economiche ebbero un effetto sull’economia opposto a quello sperato da Diocleziano: il commercio si interruppe, le città si spopolarono, e l’agricoltura si impoverì. Diocleziano, nel tentativo di far ripartire l’economia dell’impero e di porre un freno all’inflazione, emanò un editto sui prezzi che però creò un fiorente mercato nero. Altrettanto dannoso fu il divieto di cambiare lavoro imposto ai contadini e agli artigiani. Fu anche un accanito persecutore dei cristiani come nel 303 d.C., anno in cui fece partire la persecuzione più violenta contro i cristiani.

• L’età di Costantino
Con i successori di Diocleziano ripresero le lotte interne per il potere finché non prevalse Costantino come unico imperatore (324 d.C.). Successivamente, nel 330 d.C., la capitale fu spostata nell’antica Bisanzio, ribattezzata Costantinopoli in onore dell’imperatore. Costantino, per ottenere l’appoggio dei cristiani, vedendoli ormai come un elemento unificante e importante dell’impero, emanò l’editto di Milano (313 d.C.) che sottopose la chiesa ad un rigido controllo. Favorì inoltre la monetazione in oro per pagare funzionari e militari, ma questo danneggiò le classi più povere che erano rimaste con la monetazione in argento.

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