pexolo di pexolo
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Motivo della punizione

Nel 149 a.C. Andrisco, un presunto figlio di Filippo V, che si faceva passare come erede della grande ed ultima dinastia macedone, secondo le spie romane stava mobilitando forze per attaccare di nuovo la Grecia; le varie Leghe cominciavano a rialzare la testa: durante la Terza Guerra Macedonica, mentre alcune città greche patteggiavano per Roma, la Lega achea si era schierata con Perseo e quando, nel 168, Roma aveva sconfitto la Macedonia, aveva fortemente punito anche la Lega achea. Mille “ostaggi” erano stati richiesti da Roma, tra i figli nobili della Lega achea, per punirla con un atto eclatante del suo essersi alleata, dell’aver appoggiato la manovra di Perseo, anziché essersi schierata con Roma; fra loro Polibio, figlio del presidente della Lega achea, viene preso in ostaggio e portato a Roma.

Polibio presso gli Scipioni

In realtà, in questo caso Roma si comporta solo apparentemente come una potenzia imperialistica: Polibio, ad esempio, viene mandato nella più ricca famiglia di Roma dell’epoca, ovvero dagli Scipioni. Nel 168, fra loro, c’era sia l’Africano che suo fratello: non a caso, sia Lucio che Publio furono, oltre che generali, anche gli interpreti maggiori che vinsero Antioco III di Siria; perciò, essi non furono accolti come schiavi o prigionieri, ma come il loro livello sociale richiedeva che venissero accolti: se Polibio fosse stato uno schiavo in Grecia, sarebbe stato uno schiavo a Roma ma, visto che era il figlio del presidente della Lega achea e nonostante l’errore politico fatto dal padre, era un grande nella sua patria e come tale fu trattato a Roma, con la differenza che a Roma poteva imparare il latino, era a contatto con una famiglia a cui insegnava il greco e creava quell’osmosi tra mondo greco e latino che sarà il successo di Roma e che una piccola frangia, come quella rappresentata da Catone il censore, invece rifiutava. Per questi motivi Polibio resta a Roma anche quando è finito il periodo in cui dovrebbe rimanerci, ma questa tecnica di chiedere ostaggi ai paesi, ai re o ai prìncipi di nazioni sconfitte sarà uno dei più importanti successi di romanizzazione; inoltre, passati 20 anni, questi giovani che tornano nel proprio paese conoscono il latino, Roma e diventano gli elementi preminenti nella comunità da cui provenivano per questa nuova reazione che hanno con Roma: quando ci sarà da mandare un’ambasceria, da creare un’attività diplomatica, saranno loro i primi ad esseri messi in campo politicamente. Essi fanno veicoli estremamente importanti di romanizzazione.
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