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L’abbigliamento dei Romani

L’abito per eccellenza dei Romani era la toga, a tal punto che vIrgilio definì il popolo romano “gens togata”. Non sappiamo esattamente che forma avesse; probabilmente aveva una forma ellittica con le estremità arrotondate e lunga due.5 metri e larga La figura umana avvolta nella toga aveva un aspetto maestoso, come si può dedurre dalle statue che ci sono state tramandate. I movimenti erano un po’ impediti da un simile indumento che sembrava essere ingombrante e per questo costringeva la persona a avere dei gesti piani di dignità. Tutti i cittadini romani si mostravano in pubblico con la toga, altrimenti avrebbero potuto essere scambiati per schiavi o per stranieri a cui era proibito indossare tale indumento. Esistevano vari tipi di toga:
- toga pura o toga virilis = la toga di lana bianca, che il cittadino romano indossava, con una solenne cerimonia a 17 anni

- toga praetexta = toga ornata da un bordo rosso nella parte superiore. Essa era indossata dagli adolescenti da 14 a 17 anni. Era riservata anche aui senatori e ai cavalieri. Tuttavia quella dei senatori avevano la balza rossa più larga rispetto a quella dei cavalieri
- toga candida = toga di coloro che si candidavano ad occupare posti nella magistratura
- toga pulla = toga di colore scuro, indossata in segno di lutto
- toga sordida = toga indossata da coloro che si dovevano presentare in tribunale in veste di accusati
- toga purpurea = toga indossata solo dall’imperatore
- toga picta = toga rossa con delle stelle, indossata dai generali trionfatori
- trabea = toga indossata dai consoli in occasione di particolari cerimonia. Aveva delle strisce di porpora in senso orizzontale
Sotto la toga, veniva indossata la tunica, una specie di camicia che arrivava fino alle ginocchia. Col tempo furono aggiunte le maniche corte, poi le maniche lunghe. Essa era stretta in vita con una cintola, chiamata “cingulum”. D’inverno, quando faceva freddo, venivano indossate due o più tuniche. Sotto la tunica veniva indossata una camiciola di lino, chiamata “tunica interior” o “subucula”. Sotto ancora con mutandine molto corte. In casa ci si vestiva con la tunica ed è solo durante il tardo impero che i Romani cominciarono a mostrarsi in pubblico indossando una tunica con maniche, chiamata “dalmata”.
Un mantello più pesante, che scendeva fino ai piedi, usato soprattutto dai militari, era la “caracalla” chiamato così dall’imperatore Caracalla che lo indossava sempre.
I militari usavano indossare una tunica più corta e sopra la corazza. Nei paesi freddi, i militari indossavano le “bracae” (da cui il termine “brache”) oppure vari tipi di mantello: il “sagum”, la “lacerna”, la “laena” o il “paludamentum”, quest’ultimo, di colore rosso, era riservato al comandante dell’esercito
Le donne indossavano la “subucula” e sopra la “stola”, una specie di tunica lunga fino ai piedi, stretta in vita da un “cingulum”. Per uscire, sopra la “stola”,esse indossavano la “palla” che serviva per avvolgere le spalle e le braccia. La testa veniva ricoperta o da un lembo di “palla” o da un rettangolo di stoffa, chiamato “ricinium”.

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