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Concetti Chiave

  • La guerra rappresentava un mezzo di arricchimento per i romani, influenzando profondamente la loro politica estera e la struttura socio-politica di Roma.
  • Il primo esercito romano era composto da contingenti di tre tribù, ma le riforme permisero l'inclusione di leve contadine e corpi ausiliari, aumentando la sua diversità.
  • Le legioni romane, unità base dell'esercito, erano costituite da 6000 fanti e 600 cavalieri, articolandosi in reparti operativi autonomi chiamati manipoli.
  • Tutti i cittadini tra i 17 e i 60 anni erano tenuti a partecipare alle guerre, ma la povertà esclusiva limitava l'accesso alle armi e all'equipaggiamento.
  • Il comando dell'esercito era affidato a varie figure, come re, consoli o dittatori, con i generali acclamati imperator dai soldati in caso di vittoria significativa.

La guerra come mezzo di arricchimento?

Come in tutte le società antiche, la guerra fu per i romani, soprattutto nelle fasi iniziali della loro storia, un mezzo di arricchimento è, dunque, una scelta costante in politica estera. In relazione a ciò, di esercito venne da subito rigidamente strutturato, divenendo una parte fondamentale dell'organizzazione socio-politica di Roma. Conquistata grazie alle armi, la potenza romana fu con esse difesa strenuamente, fino a un tracollo finale: si può dunque dire che il potere di Roma si identifica in gran parte con la forza del suo esercito.

Struttura e riforma dell'esercito romano

I contingenti che formavano il primo esercito di Roma provenivano dalle tre originarie tribù, che erano in grado di fornire ognuna 1000 fanti e 100 cavalieri. In seguito alla riforma serviane, la popolazione venne divisa in classi e queste in centurie, per un totale di 193. Con l'ampliarsi del raggio d'azione, l'esercito, formato originariamente dai soli cittadini, iniziò a comprendere anche leve contadine e corpi ausiliari forniti dagli alleati.

Organizzazione e comando delle legioni

Nel corso delle guerre sannitiche l'unità base dell'esercito, la legione ("contingente scelto", da lego ovvero scegliere), costituita da 6000 fanti e 600 cavalieri, perse la sua rigidità tattica, per articolarsi in diversi reparti operativi (manipoli), addestrati ad agire con grande autonomia anche su terreni montuosi e in caso di guerriglia. Tutti cittadini di età compresa tra i 17 e i 60 anni erano tenuti a partecipare alle operazioni belliche: in realtà però vi erano ammessi solo coloro che potevano pagarsi armi e attrezzatura; di conseguenza i più poveri (i proletari) ne erano esclusi. Nell'arco dei secoli della storia di Roma, non ci fu né un numero fisso di combattenti per ogni singola unità, una rigida progressione di carriera assimilabile a quella di un moderno esercito. Comandante in capo era, di volta in volta, il re, il console o il dittatore. A lui spettava il titolo di dux, mentre veniva acclamato imperator dai soldati e dal Senato il generale che riportava una grande vittoria. La legione era guidata dai tribuni militum (da 3 a 6) ed era divisa in 10 coorti (di 600 uomini), ciascuna delle quali articolata in 3 manipoli, a loro volta suddivisi in 2 centurie (di 100 uomini). Al comando delle centurie si trovavano i centurioni.

Domande da interrogazione

  1. Qual era il ruolo della guerra nell'espansione e nel potere di Roma?
  2. La guerra era un mezzo di arricchimento e una scelta costante nella politica estera romana, contribuendo in modo significativo alla potenza e alla difesa di Roma, che si identificava in gran parte con la forza del suo esercito.

  3. Come era strutturato l'esercito romano nelle sue fasi iniziali?
  4. L'esercito romano inizialmente era composto da contingenti provenienti da tre tribù, con riforme successive che portarono alla divisione della popolazione in classi e centurie, ampliando l'esercito per includere anche leve contadine e corpi ausiliari.

  5. Quali erano le caratteristiche organizzative delle legioni romane?
  6. Le legioni, costituite da 6000 fanti e 600 cavalieri, si articolavano in reparti operativi autonomi e non avevano un numero fisso di combattenti; il comando era affidato a tribuni militum e vari ufficiali, con il generale acclamato imperator in caso di vittoria.

Domande e risposte

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