pexolo di pexolo
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Roma antica - Prima fase monarchica


Non sappiamo se i nomi dei sette re di Roma sono veritieri, mentre possiamo dire con certezza che in questo periodo non ci furono scontri sanguinosi; uno degli elementi attraverso cui la storiografia moderna riconosce una certa storicità a questi personaggi è il fatto che essi non posseggano nomina e, quindi, non risalgano all’età repubblicana. Possiamo con certezza attribuire a questa Roma, che sta crescendo e che possiamo dirsi fondata nel momento in cui i villaggi sul Palatino si riuniscono e si difendono dagli altri (ovviamente attraendo, poiché sono una potenza bellica), un re, così come la tradizione voleva. Esistono infatti cerimonie in età storica (cioè quando la Repubblica evolve e si costituisce) che ricordano questa figura, quali l’inter-regnum , il Rex Sacrificulus (o Sacrorum) ed il Regifugium . Dunque uno o più re si sono sicuramente avvicendati al governo di Roma, eletti dal popolo e non ereditari. «Ormai soddisfatto di tali forze, [Romolo, che aveva fondato Roma] provvede a dotarli di un'assemblea. Elegge cento senatori, sia perché questo numero era sufficiente, sia perché erano soltanto cento quelli che potevano ambire a una carica del genere. In ogni caso, quest'onore gli valse il titolo di padri, mentre i loro discendenti furono chiamati patrizi» (Tito Livio, Storia di Roma). Secondo Livio fu Romolo a creare il Senato, laddove gli storici moderni ritengono che accadde proprio l’opposto; possiamo prefigurare la scelta del re come legata alla volontà dei capi delle tribù del Palatino: nel momento in cui decisero di unirsi edificando una palizzata, essi scelsero il più rappresentativo tra di loro e gli affidarono la guida del popolo.
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