Concetti Chiave
- Il governo monarchico di Roma era un sistema aristocratico con il Re, il Senato e i Comizi curiati come principali organi di governo.
- Il Re, eletto dal Senato e dai Comizi curiati, aveva poteri supremo in religione, esercito, giustizia e governo, indossando simboli come la toga di porpora e la corona d'oro.
- Il Senato, composto da capi delle famiglie nobili, fungeva da consigliere del Re, preservando i costumi tradizionali e ratificando le decisioni dei Comizi curiati.
- I Comizi Curiati rappresentavano l'assemblea popolare, divisa in tre tribù, responsabili dell'elezione del Re, dell'approvazione delle leggi e della decisione su guerra e pace.
- Durante l'interregno, il Senato garantiva la continuità del governo trasferendo il diritto di auspici, permettendo ai senatori di influenzare le decisioni politiche attraverso l'osservazione dei fenomeni naturali.
Struttura del governo monarchico
Il governo monarchico nella Roma del periodo regio era una Repubblica aristocratica.
Gli organi di governo erano: il Re, il Senato, i Comizi curiati.
Ruolo e simboli del re
Di fatto, il Re era come se fosse un presidente della Repubblica moderno. La sua carica era elettiva e veniva proposto dal Senato dopo aver consultato gli Dei, dopodiché l’assemblea delle 30 curie o Comizi curiati procedevano alla sua elezione. Era capo a vita della religione, dell’esercito della giustizia e del Senato. Nel VI secolo le insegne reali sono quelle degli dei: toga di porpora, corona d’oro, scettro, sedia curule (una sorta di sedia pieghevole a forma di X con decorazioni in avorio), fascio (un fascio di verghe di betulla con in mezzo un’ascia a doppio taglio) portato da dodici littori. I littori camminavano davanti al re per proteggerlo con dei bastoni. Alla vita tenevano attorcigliate delle cinghie per legare tutti coloro che il re voleva che fossero catturati. Il re circolava su di un apposito carro.
Funzioni e composizione del senato
Il Senato era un consiglio di persone anziane composto dai capi delle grandi famiglie da cui era derivato l’appellativo di patres conscripti. Scelti dal Re, all’inizio ricoprivano l’incarico 100 membri, per passare con Tarquinio Prisco a 300 (= 100 ognuna delle tre tribù). Il senato era il consigliere del Re, salvaguardava i costumi degli antenati (= mos maiorum) ed esercitava una vera e propria tutela sull’assemblea delle curie ratificando tutti gli atti di queste ultime. In questo caso si parlava di patrum auctoritas, in quanto l’auctor era colui che aumentava e quindi completava il valore di un atto per insufficiente volontà o personalità del primo. Alla morte del Re, il Senato garantiva l’interregno e, in questo caso, il diritto di auspici o divinazioni, tratte dall’osservazione di fenomeni naturali, veniva trasferito dal Re ai senatori cioè auspicia ad patres redeunt, come si diceva.
Comizi curiati e loro funzioni
I Comizi Curiati costituivano l’assemblea solenne del popolo. Per popolo (= populus) si intendeva s’insieme dei patrizi a cui potevano aggiungersi i clienti. Il populus era diviso in tre tribù che in ricordo delle tre popolazioni primitive di Roma si chiamavano Ramnes (origine latina), Tities (origine sabina) e Luceres (origine etrusca). Ognuna delle tre tribù comprendeva 10 curie per un totale di 30 curie. Tale articolazione rimase fino al re Servio Tullio che divise il populus in cinque classi in funzione del censo . Le curie, che indicavano il luogo di riunione di un organismo politico, si riunivano davanti alla residenza del Re, su proposta del Senato procedevano all’elezione del Re e gli conferivano il potere supremo. Inoltre erano tenute ad accettare le leggi, decidevano la pace e la guerra. Disponevano anche del potere giudiziario per giudicare coloro che avevano commesso crimini contro lo Stato e potevano esprimere un giudizio in caso di appello. Esistevano anche i Comizi calati, cioè delle assemblee religiose presidiate dal Grande Pontefice che si occupavano di tutto ciò che era attinente al diritto civile e religioso: testamenti, nomina di sacerdoti, ecc. I componenti facevano parte dei Comizi curiati e il nome di Comitia calata deriva dal verbo kalare = chiamare.
Domande da interrogazione
- Qual era la struttura del governo monarchico nella Roma del periodo regio?
- Quali erano le funzioni e i simboli del Re nella Roma antica?
- Come era composto e quale ruolo aveva il Senato?
- Cosa erano i Comizi curiati e quali erano le loro funzioni?
- Qual era l'importanza dei Comizi calati nella struttura del governo?
Il governo monarchico era una Repubblica aristocratica composta da tre organi principali: il Re, il Senato e i Comizi curiati.
Il Re, eletto dal Senato e dai Comizi curiati, era il capo a vita della religione, dell'esercito e della giustizia. Le sue insegne includevano la toga di porpora, la corona d'oro e il fascio portato da dodici littori.
Il Senato era un consiglio di anziani, composto dai capi delle grandi famiglie, inizialmente con 100 membri, poi aumentati a 300. Funzionava come consigliere del Re e garantiva la tutela dei costumi degli antenati.
I Comizi curiati erano l'assemblea solenne del popolo, composta da patrizi e clienti, divisi in tre tribù. Si occupavano dell'elezione del Re, dell'accettazione delle leggi e del potere giudiziario.
I Comizi calati erano assemblee religiose presiedute dal Grande Pontefice, che si occupavano di questioni civili e religiose, come testamenti e nomina di sacerdoti, e facevano parte dei Comizi curiati.