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Marco Aurelio aveva aderito già molto giovane allo stoicismo: questa filosofia era diventata l’ideologia ufficiale dell’impero perché interpretava la necessità di avere nell’amministrazione e nelle città uomini con un forte senso del dovere. Marco Aurelio raccolse nell’opera a se stesso le sue riflessioni filosofiche e la sua concezione di governo. Contraddittoria con l’immagine di tolleranza che questo imperatore ci mostra è la notizia che sotto il suo governo ci fu la prima violenta persecuzione contro i cristiani. Avvenne a Lione, dove, probabilmente a causa di un moto di piazza, 40 cristiani, uomini e donne, furono condannati ad bestias.

I Parti stavano aspettando un momento buono per la ribellione, che arrivò nel 162, alla morte di Antonino. Attaccarono il limes dell’Eufrate. Si capì che la politica di Adriano aveva costi eccessivi e risultati scarsi, poiché gli abitanti non sono soldati abili e in numero troppo esiguo. I parti riuscirono ad occupare Siria e Cappadocia. Marco Aurelio e Lucio vero si recano in oriente nel 163 con due legati e tre legioni del Danubio. Lucio va in Armenia per appoggiarsi alle elite mentre marco in Cappadocia. La Siria era un grosso problema. Battaglia di Dura, dopo un duro e aspro combattimento marco Aurelio ottiene la vittoria. Avidio Cassio, strategicamente abile riconquistò la Siria eliminando i Parti. Uniscono poi le forze per espugnare la capitale dei Parti mettendola a fuoco. Riconquistati i territori, sorsero dei problemi: i soldati romani dell’oriente portarono con le carovane la peste a Roma. L’anno 166 vide lo sterminio della popolazione, che colpita già dalla crisi non era né sana né robusta.

Ancora sotto Marco Aurelio nella zona del Danubio intorno al 165 sorse il problema dei marcomanni, letteralmente “uomini di confine”, barbari germanici più vicini al Danubio formati da tribù con tanti capi. A loro si affiancano i Quadi. Nel 167 raggiungono le mura di Aquileia, la prima città fortificata posta a difesa della penisola. I due imperatori con i soldati e i Quadi persero il loro re e arretrarono. Secondo le fonti, ossia l’Historia Augusta, in seguito a questo fatto Lucio vero voleva rientrare a Roma senza combattere, mentre Marco Aurelio aveva inteso che il ritiro dei barbari fosse una manovra e patteggiava per la ripresa delle operazioni. Lucio vero lascia e torna a Roma con una lettera per il senato, ma muore in carrozza nel 169, mentre marco Aurelio, prosegue per la difesa. Nel 169 liberò la Pannonia, intercetta e stermina una tribù di Quadi. Quella sopra descritta fu una guerra lunga con conseguenze dannose e che svuota le già deserte casse dello stato. Marco Aurelio allora si vide obbligato ad organizzare nel foro Traiano una vendita all’asta di oggetti preziosi di proprietà imperiale, che si protrasse addirittura per due mesi. Che andò a finanziare le ultime battaglie.

A giudizio degli storici il grande errore di Marco Aurelio fu di abbandonare il principio della virtus nell’adozione del successore. Commodo, infatti, diventò imperatore perché era suo figlio.

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