Marco Aurelio, permane fino al 180. Egli segue la dottrina stoica, che prova ad applicare anche alla gestione della poesia. Infatti scrive un’opera filosofica in greco, i colloqui con se stesso, in cui sostiene la necessità anche per l’imperatore di principi stoici. Militarmente compre delle guerre di conquista, la più impegnativa contro i Parti. Egli ammette la presenza dei barbari nell’esercito romano (la barbarizzazione dell’esercito influenza la decadenza di Roma) e consente ai Marcomanni ed ai Quadi, due popoli germani, di sorpassare il confine romano. Muore nel 180 nell’attuale Vienna, in una campagna militare. Marco Aurelio è l’ultimo imperatore eletto con il meccanismo dell’adozione, perché designa come successore il figlio Commodo. Costui si comporta come un tiranno orientale: rompe il legame tra princeps e senato. I suoi eccessi lo portano alla morte, è ucciso nel 192 in una congiura. Fino al 193 c’è un periodo di anarchia politica, da cui esce vincitore Settimo Severo, imperatore di origine africana, che dà luogo all’età dei Severi.

Culturalmente si diffonde lo stoicismo, ma in una nuova forma, inaugurata da filosofo Epiteto, che è più moderato e mescola elementi di varie filosofie. Sostiene l’amore verso la famiglia, l’umanità. Si diffonde anche la “seconda sofistica”, che riadatta la sofistica antica con lo scopo di adattare la filosofia alla politica; è basata sulla retorica, infatti è praticata da oratori ed intellettuali.
In ambito religioso si diffondono culti orientali, si adorano dii di origine asiatica o greca, le divinità come Iside e Mitra. Sono culti misterici, ovvero sono ammessi sono gli iniziati, dunque si deve percorrere un percorso. L’altra religione è il cristianesimo. (Durante l’impero di Commodo sono perseguitati.)

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