pexolo di pexolo
Ominide 10532 punti

Imperatore Aureliano


Claudio II il Gotico non fu tanto ricordato per le sue vittorie, ma meritò questo cognomen proprio per la capacità di intuire quella che attualmente, considerata a falso titolo una grande novità, il flusso migratorio non smetterà e continuerà per un secolo, perché è una legge matematica che i vuoti vengano riempiti dai pieni. Dopo la sua soluzione geniale i Goti restarono calmi per un secolo, dopo il quale l’imperatore Valente (fratello di Valentiniano), che morì ad Adrianopoli insieme a tutte le legioni nel 378 d.C. per mano dei Visigoti, anziché fare come Claudio II (o meglio, avendo tentato di fare come lui), decise di affrontare e respingere i barbari in battaglia. Aureliano (270-275 d.C.), che successe a Claudio II il Gotico morto di peste, cinse Roma con 19 km di mura spesse 4 e alte 7 metri, avente una quantità di torri difensive e ben 18 porte: egli realizzò questa opera colossale perché dovette fronteggiare l’assalto di Alamanni e Iutungi, che erano penetrati sino in Italia partendo dal Danubio e questi, con le loro razzie, si spinsero fino oltre Rimini; la paura di questa minaccia fu tale da spingere Aureliano ad alzare mura non nei limites, ma intorno a Roma: questo progetto era architettonicamente superiore persino al Vallo di Adriano. Aureliano fu il primo ad assumere come divinità imperiale il Sol Invictus, appartenuto ad una religione sincretistica, una sorta di paganesimo in cui tutte le altre divinità erano riassorbite; questa religione fu adottata negli eserciti, dove l’imperatore doveva, come Apollo o Sol, proteggere e controllare tutto l’Impero.
Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017